La Nuova Sardegna

Sassari

Darsena pescherecci e antemurale, incompiute del porto

di Gavino Masia
Darsena pescherecci e antemurale, incompiute del porto

Il sindaco Beniamino Scarpa ha convocato un vertice La città rischia di perdere un finanziamento da 34 milioni

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PORTO TORRES. L’amministrazione ha organizzato la prossima settimana un incontro confronto con tutti gli attori della portualità per avere aggiornamenti precisi sullo stato delle opere portuali da realizzare e sui servizi che sono di competenza dell’Authority. Un incontro voluto dal sindaco Beniamino Scarpa per vedere concretamente lo stato dell’arte di alcune opere importanti ed essenziali per la prospettiva economica dello scalo marittimo, anche alla luce delle riforme in atto che vogliono un accorpamento delle due Autorità portuali presenti nell’isola. Il progetto riguardante l’Antemurale di Ponente, finanziato con un importo di 34 milioni di euro e bandito ad aprile nella forma dell’appalto integrato, rimane l’opera fondamentale per lo sviluppo del bacino commerciale su cui si discute da anni senza però vedere passi avanti concreti. L’adeguamento tecnico funzionale è stato approvato dal Comune e dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici, che ha prescritto delle modifiche riguardanti un ulteriore prolungamento del braccio di ponente e un taglio del braccio di levante, ma a quanto pare l’appalto deve essere aggiudicato entro il 31 dicembre pena il definanziamento. In un porto che deve proteggersi dai venti dei quadranti orientali per permettere l’ingresso tranquillo delle navi nelle nuove banchine, non si può attendere ancora per realizzare un’opera che, oltre a porre fine alla telenovela andata in onda per diversi anni, permetterebbe a diversi operatori del mare di ritornare al lavoro. Qualche buona notizia arriva invece dai lavori per la realizzazione della Darsena pescherecci, che partiranno entro l’anno con un primo stralcio di intervento dell’importo di 2,5 milioni di euro: ad aggiudicarsi l’appalto è stata l’impresa Somit di Sottomarina di Chioggia, la stessa azienda che ha realizzato l’escavo nel tratto di mare davanti alla banchina Segni, e l’intervento prevede la realizzazione di una diga di protezione di circa 200 metri dietro il mercato ittico. Il primo lotto include la realizzazione dei primi 100 metri di diga, mentre il secondo stralcio, 3,5 milioni di euro già finanziati, include la realizzazione dei restanti 100 metri di diga più le banchine interne. Ci sono però altre opere da realizzare per rendere il porto civico all’altezza della situazione, e su questi punti il Comune deve mostrare più intraprendenza nel chiedere alla Port Authority quegli investimenti che sono mancati nel corso degli anni. Un esempio è la strada di collegamento da costruire, dopo la bonifica dell’ex cantiere navale Tranship, per unire internamente la radice dei moli di Ponente con la banchina della Teleferica. L’altro investimento da proporre riguarda quelle scalinate orrende, perché abbandonate a se stesse, che consentono dal porto di accedere alla stazione marittima.

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