A Bisarcio riaffiorano secoli di storia
Chiusa la campagna di scavi: nel cimitero trovati resti umani del periodo giudicale, gioielli e monete aragonesi e genovesi
OZIERI. Si è chiusa con un bilancio più che positivo la terza campagna annuale di scavi nel sito medievale di Bisarcio. Il sito ha dimostrato di avere «tante storie da raccontare», ha detto il responsabile dello scavo professor Marco Milanese, docente di archeologia medievale dell’Università di Sassari, illustrando i ritrovamenti, avvenuti in modo particolare nell’area del cimitero. Qui infatti sono stati rinvenuti numerosi resti umani, databili sin dal periodo giudicale, ma anche reperti d’epoca come monete aragonesi e e genovesi e accessori come bottoni e anelli d’argento.Condotto con l’ausilio del Laboratorio di Antropologia dell’Università di Sassari, lo studio di questi ritrovamenti sta consentendo di ricostruire uno spaccato della comunità che abitava il villaggio adiacente alla chiesa in diverse epoche storiche: gli aspetti sociali e demografici dei suoi abitanti, ma anche risvolti riguardanti le malattie e la dieta. «Per questo motivo - ha detto il professor Milanese - il sito di Bisarcio si pone sempre di più come luogo di grande interesse per uno studio multidisciplinare che unisce Archeologia e Antropologia. Un luogo simbolo, che nelle intenzioni può diventare la sede ideale per sperimentare questo nuovo modello di studio». Un’ipotesi che proietta al futuro e che fa intravedere importanti sviluppi per lo stabilimento a Ozieri di una summer school e, chissà, di progetti di ricerca ben più importanti.
Nel frattempo il sito si candida per accrescere ancora di più il numero dei suoi visitatori – quasi seimila lo scorso anno – grazie, appunto, all’incremento del suo fascino dato dai nuovi ritrovamenti. Condotta su tre direttrici – la ricostruzione della lunga storia del luogo, che va dall’epoca punica e romana all’età moderna; la definizione dell’importanza del sito vescovile; il citato studio antropologico – la campagna di scavo non ha tradito le attese e ha consentito di avvalorare le tesi della vigilia. Sono state individuate le aree “ipotizzate” prima della fine dello scavo - la sala di accoglienza per i pellegrini e l’aula assembleare vescovile con scala per il piano superiore poi divenuta cantiere per la successiva fortificazione - e, come detto, il cimitero ha restituito gli importanti ritrovamenti citati sopra.
L’area di Bisarcio sta quindi dimostrando di essere interessante non più solo per la presenza della basilica ma anche per il suo ruolo di insediamento umano “capostipite” della città di Ozieri. «E’ un progetto al quale teniamo molto - ha detto l’assessore comunale alla Cultura Giuseppina Sanna - e sul quale continueremo a concentrare le nostre forze anche nella ricerca di ulteriori finanziamenti per le ricerche in un sito che ha enormi potenzialità, ciò per consolidare il ruolo di Bisarcio come vera porta della città sia in prospettiva scientifica sia in chiave turistica».
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