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Sassari

Alti Fondali, pescherecci sfrattati

di Gavino Masia
Alti Fondali, pescherecci sfrattati

Armatori e comandanti contestano il trasferimento disposto dalla Capitaneria: «Sicurezza a rischio»

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PORTO TORRES. La Capitaneria di porto ha comunicato agli armatori delle sei motobarche da pesca ormeggiate nel tratto iniziale della banchina Alti fondali di spostarsi. La decisione rientra in un programma stilato in base alla realizzazione del nuovo assetto degli ormeggi nel porto commerciale, nel tratto compreso tra il distributore carburanti e il pontile in concessione all’Ati (motonavi “Cristina” e “Giuseppina Madre”) e nel lato interno tra la banchina Segni e la Teleferica (motonavi “Fasian”, “Albatros”, “Valerio” e “Leonardo”). La comunicazione del comandante della Capitaneria, Marco Nobile, è dovuta al posizionamento dei corpi morti e relative catenarie da parte dell’ Impremare incaricata dei lavori dalla Port Authority. Il riassetto degli ormeggi è previsto dall’ordinanza diramata lo scorso maggio, ma in questa fase c’è una decisa presa di posizione da parte di armatori, comandanti e marinai delle imbarcazioni da pesca ormeggiate proprio nel prolungamento della banchina Alti fondali. Sono state espresse, infatti, forti perplessità per lo spostamento da quella banchina, manifestate già nelle scorse settimane con lettera protocollata all’indirizzo del sindaco Beniamino Scarpa, del commissario dell’Authority Nunzio Martello e del comandante Marco Nobile. «Rispetto allo spostamento decliniamo qualsiasi responsabilità di ogni genere qualora saremmo obbligati a lasciare i nostri ormeggi – dicono gli armatori delle sei barche –, da anni luogo di sbarco e imbarco delle nostre attività, a favore di un luogo imposto dove, secondo le nostre doti marinaresche, non esistono i giusti requisiti di sicurezza».

Le prime difficoltà, secondo i comandanti delle barche, sono nella mancanza di spazi evolutivi: «Cosa importante per noi pescatori, che operiamo anche con mare forza 4/5 e quando si rientra in porto si spera di aver affrontato il peggio». L’altro aspetto negativo, da affrontare nella darsena in cui l’autorità marittima ha ipotizzato il loro spostamento, è quello di dover imbarcarsi o sbarcare in una posizione a pacchetto attraverso imbarcazioni di terzi: «Questa posizione determina ulteriore deficit di sicurezza – assicurano gli armatori –: spostare una barca di 20/25 metri non è sicuramente un’ottima prevenzione alla sicurezza, con eventuali imbarcazioni da diporto ormeggiate con drappe a prua con un massimo di 9 metri, e ciò farebbe decadere qualsiasi polizza assicurativa». I proprietari delle imbarcazioni consigliano invece un trasferimento nella futura darsena destinata alla pesca, che secondo l’Authority partirà entro l’anno con un primo stralcio di intervento di 2,5 milioni di euro, con i relativi servizi come in qualsiasi altra marineria europea consoni alle esigenze della pesca. L’unica certezza, per ora, è scritta nella fase 2 di intervento da parte della Capitaneria di porto: «Qualora i proprietari delle unità da pesca e da diporto non ottemperino quanto disposto da Autorità marittima e Autorità portuale _ scrive il capitano Nobile _, si provvederà allo spostamento o rimozione delle unità interessate a spese del proprietario armatore, in virtù di quanto disposto dall’articolo 63 del Codice della Navigazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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