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Sassari

«A Fiume Santo si vive come ad Alcatraz»

«A Fiume Santo si vive come ad Alcatraz»

La denuncia è della Uiltec-Uil che lamenta l’irreversibile deterioramento dei rapporti sindacali

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SASSARI. Mentre un po’ tutti attendono che venga conclusa la cessione del pacchetto delle proprietà E.On in Italia, a Fiume Santo si vive una situazione di estrame difficoltà sul fronte dei rapporti fra le organizzazioni sindacali e i vertici aziendali. «Il clima è diventato davvero pesante, Fiume Santo negli ultimi mesi ha assunto le sembianze di Alcatraz – denuncia Franco Peana, della Uiltec-Uil –. Le relazioni industriali a livello locale si deteriorano giorno dopo giorno. In una centrale dove si installano telecamere anche in bagno, dove non si fanno entrare più i sindacalisti, dove non si può svolgere la normale attività sindacale, se non opportunamente invitati, dove sono in atto restrizioni di ogni tipo, non c’è da stare allegri. Ma E.On forse non dorme sonni tranquilli ? Saranno i Sindacalisti ad aver creato una serie di problemi all’impianto, all’ambiente. Ma questa controtendenza industriale e di relazione – aggiunge Peana – non è da ricondurre ai prenditori tedeschi ma alla direzione locale».

In questo quadro, dipinto a fosche tinte dalla Uiltec, l’unica notizia positiva è «l’avvenuta richiesta della proroga dell’autorizzazione alla costruzione del gruppo a carbone, che scadrebbe il 4 dicembre, senza della quale si butta al macero l’unico progetto di costruzione per una centrale termoelettrica a carbone in tutta Italia. Come Uiltec e come sardi non possiamo davvero perdere questa opportunità», sottolinea ancora Franco Peana. Notizie positive, secondo la Uiltec-Uil, che ricordano anche le numerose cordate interessate all’acquisizione dell’intero patrimonio industriale italiano o dei singoli impianti di proprietà della multinazionale tedesca, offuscate però dal silenzio delle istituzioni. «Silenzio assordante, governo con la bocca cucita e politica in vacanza – aggiunge Peana –. Come Uiltec diciamo che, le parti sociale devono essere investite delle problematiche, delle decisioni, costruendo le tappe, le garanzie, necessarie per il proseguo nella gestione complessa come quella di una centrale, o meglio di diverse centrali in Italia».

Dalla Uiltec, quindi, arriva una scossa al mondo della politica perché l’operazione è arrivata alla fase conclusiva e il prossimo 3 novembre si conosceranno i nomi delle aziende che hanno presentato offerte vincolanti. Di chi, cioè, intende realmente acquistare gli impianti E.On e, soprattutto, la centrale di Fiume Santo.

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