La Nuova Sardegna

Sassari

«Campus, Puc, centro: ecco come rinasce la città»

di Giovanni Bua
«Campus, Puc, centro: ecco come rinasce la città»

Il sindaco Nicola Sanna “racconta” i primi cento giorni ai suoi predecessori Ganau: «Può fare bene». Campus: «Stop alle liti». Anna Sanna: «Basta assedi»

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SASSARI. Come ha detto il suo più fresco predecessore Gianfranco Ganau «cento giorni sono un soffio di vento, giusto il tempo di guardarsi intorno». Soprattutto se, come ha ricordato come sempre ficcante l’altro ex Nanni Campus: «Il novanta per cento del tempo finisce a risolvere beghe di partito». Prezzo inevitabile, come ha ricordato la prima sindaca eletta direttamente (questo era il filo conduttore scelto per gli ospiti dal padrone di casa Mariotto Segni) Anna Sanna: «Causato da una legge rivoluzionaria ma che crea nodi non sciolti. Soprattutto se i partiti fanno finta di temere il sindaco autoritario e in realtà solo mal digeriscono le sue giuste scelte».

Pillole di politica dispensate in quantità industriale ieri alla Camera di Commercio, per l’incontro col sindaco organizzato dalla Fondazione Segni e moderato dall’ex Corsera Alberto Pinna. Parterre come prevedibile delle grandi occasioni, con politici di ogni ordine e grado e rappresentati di categorie e associazioni al gran completo, oltre a moti cittadini.

A loro Sanna ha esposto la sua relazione. Iniziata con un inevitabile passaggio sui «burrascosi momenti» all’interno della maggioranza («ma dopo la burrasca arriva il sereno») e proseguita con un botto che non mancherà di far discutere: «Abbiamo 250 milioni di investimento che arriveranno in città. Quarantasono per il Campus universitario. E io sono contrario. Completamente contrario. Il demanio ha confermato la disponibilità per il Comune del 50 per cento della caserma La Marmora in piazza Castello. È ipotizzabile l’acquisizione della restante metà.Difficilmente ci sarebbe posto migliore per un Campus, che comunque non deve consumare nuovo territorio ma usare cio che c’è».

L’infinita partita sulla residenza studentesca voluta dal’Ersu (da abolire sia per Sanna che per Ganau) si potrebbe dunque riaprire. Si confermano avviate a chiusura invece altre partite “da novanta” come il centro intermodale, con Sanna che ha spiegato che è: «Il primo vero passo per far giocare a Sassari il ruolo che le spetta di capofila del territorio». O il Puc, che «arriverà entro l’anno». E poi gli 85 milioni di fondi Fas che l’università userà per il rinnovamento della sanità ospedaliera. Altri 20 milioni che sempre l’università spenderà altri edifici da ristrutturare in città. Venti milioni che dovrebbero arrivare dalla nuova programmazione dei fondi europei dedicati all’agenda urbana per rilanciare la parte bassa del centro storico. Dodici per la cittadella giudiziaria al posto dell’ex carcere. E soprattutto, ha chiuso Sanna: «Tanto lavoro da fare. Che faremo, perché abbiamo a cuore. Non contano cento o mille giorni, ma il rinnovato spirito che, grazie a una collaborazione finalmente fattiva con la Regione, mettiamo in campo. Convinti di uscire da questa drammatica crisi più forte di prima». Un intervento applaudito, nonostante tante le tante ombre e preoccupazioni. Soprattutto di tenuta politica. «Andate in strada e prendetevi a botte – ha scherzato Campus – , ma basta liti». «E basta veti e ricatti – ha sottolineato Anna Sanna – si lasci lavorare il sindaco». Rassicurante Ganau: «I problemi naturali del Pd non hanno mai ostacolato il lavoro di Nicola Sanna e mai lo faranno. Esistono problemi generali causati dalla legge. E problemi particolari legati al Pd che Sanna saprà governare. Come questa città».

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