La Nuova Sardegna

Sassari

I quattrocento anni della parrocchia

di Emidio Muroni

Domani a Bonorva ricorre l’anniversario della fondazione della chiesa intitolata a Santa Maria Bambina

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BONORVA. Domani ventidue bambini riceveranno dall’arcivescovo di Sassari, mons. Paolo Atzei, il sacramento della cresima. Sarà un momento molto atteso, di raccoglimento spirituale, di grande emozione e gioia per un evento fondamentale nella vita religiosa di ogni cristiano credente. Una giornata dedicata tutta ai piccoli, ai padrini e ai familiari che avranno modo di rafforzare sentimenti religiosi e umani.

Il paese non può però dimenticare che il 28 settembre 1614, esattamente una domenica di quattrocento anni fa, com’è riportato in un’iscrizione posta sul lato destro dell’ingresso della chiesa, il vescovo della diocesi di Ampurias (Tempio), mons. Jacopo Passamar, consacrò la parrocchiale i cui lavori erano iniziati nel 1582 e furono portati a compimento nelle strutture murarie nel 1606, come si può leggere nel vertice della facciata. Fu un prezioso regalo spirituale che il Passamar, divenuto vescovo volle fare al paese di cui per ben ventotto anni, dal 1585 al 1613, era stato rettore. Il ricordo della sacra celebrazione, come si può rilevare dai sacri testi, fu tanto caro a tutti i bonorvesi ed è rimasto inciso, come detto, nell’iscrizione visibile sul lato destro dell’ingresso della chiesa. Anche allora, come quest’anno era una bella domenica e si celebrò, con grande fede e devozione, un momento di grande spiritualità e raccoglimento. A quattrocento anni esatti di distanza da quell’evento, come ha osservato il sindaco Giammario Senes, nel commentare il prezioso ultimo libro, “Bonorva: la villa che visse due volte”, scritto dallo studioso Tore Marruncheddu sulla storia del paese, è importante ricordare che «attorno alla storia della parrocchia è cresciuta e si è formata la Bonorva di oggi. Non solo nel cambiamento del tessuto materiale, urbanistico e civile ma anche nei tratti essenziali dell’essere comunità di donne ed uomini, negli usi e abitudini collettivi e nell’evoluzione della lingua che, nel corso dei secoli, si sono sedimentati e hanno reso unico il nostro paese». Sono avvenimenti importanti che hanno fatto la storia del nostro paese, ha osservato un gruppo di anziani e, ancora una volta, pare per scelte univoche e personali, estranee alla vita del paese, fanno sfumare la memoria del grande dono che, con dedizione e spirito di sacrificio, ci hanno fatto i costruttori della nostra civiltà. Domenica il vescovo, mons. Paolo Atzei, impartirà a bambini il sacramento della cresima e la parrocchia, dedicata dal vescovo Jacopo Passamar alla nascita di Santa Maria Bambina, accoglierà degnamente, con gli addobbi floreali belli e profumati e lo squillo delle tre campane, i piccoli che, accompagnati dai padrini, ai quali, dopo un certosino esame del curriculum, è stato concesso di partecipare attivamente alla cerimonia religiosa. Mancherà però un ulteriore momento di gioia collettiva che avrebbe inondato le navate della bella chiesa, ricca di preziosi e antichi dipinti e oggetti sacri, che si spera non creino altre proteste e rimangano nel loro sito d’accoglienza, in una vera comunione, sentita, non imposta, né urlata, fra tanti fratelli, desiderosi solo di credere nella lezione e nella valenza educativa dei ricordi più belli di un’antica civiltà.

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