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Due progetti per battere i casi di povertà estrema

Due progetti per battere i casi di povertà estrema

SASSARI. Un progetto per le persone senza fissa dimora e un altro ancora per avviare progetti sperimentali di organizzazione e gestione di percorsi personalizzati di aiuto. Sono le due azioni...

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SASSARI. Un progetto per le persone senza fissa dimora e un altro ancora per avviare progetti sperimentali di organizzazione e gestione di percorsi personalizzati di aiuto. Sono le due azioni previste all'interno del programma regionale di contrasto delle povertà che la giunta comunale ha approvato nei giorni scorsi. Per la prima a disposizione ci sono oltre 119 mila euro per la seconda, invece, quasi 30 mila: si tratta di fondi che verranno gestiti in maniera associata tra i comuni del Plus che aderiscono.

Due progetti con finalità tra loro diverse ma che mirano a dare continuità alle iniziative di accoglienza, inclusione sociale, contrasto alle povertà che negli anni sono state portate avanti in collaborazione con le associazioni di volontariato che operano in città. A svolgere un lavoro esemplare in questo campo sono state associazioni come la Caritas, la Casa della fraterna solidarietà, il volontariato vincenziano, l'Alfa 1, il Banco alimentare e i Guardian angels. A Sassari si assiste, inoltre, a una crescita di sensibilità verso le povertà estreme da parte di tutto il settore del volontariato.

Con il Progetto rivolto a favore delle persone senza fissa dimora, le associazioni che aderiranno attraverso un avviso pubblico dovranno presentare un progetto di attività per il contrasto del fenomeno. Tra i risultati attesi quelli che consentano di ridurre il numero delle persone senza fissa dimora e realizzare una rete integrata di supporto alle povertà estreme. Il secondo intervento, Progetto sperimentali di organizzazione e gestione di percorsi personalizzati di aiuto, è la vera novità e mira alla prevenzione, attraverso un sostegno tecnico per i Comuni per la gestione dell'emergenza abitativa.

A dare un aiuto sarà un apposito sportello di segretariato sociale che attraverso un assistente sociale, si occuperà di integrare gli interventi già previsti dai singoli servizi sociali territoriali.

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