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Sassari

Attentato a Bono, sfiorata la tragedia

di Barbara Mastino
Attentato a Bono, sfiorata la tragedia

La bomba contro un gommista in via Stazione, due auto danneggiate. Il sindaco Sau condanna il gesto: «Chi ha visto parli»

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BONO. Grande paura, ma per fortuna nessun danno alle persone, la notte scorsa a Bono per l’esplosione di un ordigno piazzato di fronte alla saracinesca di un gommista in una via trafficatissima all’ingresso del paese. Come pubblicato ieri dal giornale, il grave episodio si è verificato venerdì sera intorno alle 20.30 nella centrale via Stazione. A rimanere danneggiate sono state l’ingresso dell’officina della ditta Fc Gomme e due automobili Fiat parcheggiate nelle vicinanze: una Seicento e una Grande Punto.

Per il resto, a parte schegge di vetro e di lamiera sparse qua e là, non ci sono stati danni alle persone, ma la centralità della via e l’orario dell’esplosione potevano essere preludio di una tragedia. Ed è questo frangente a costituire il maggiore fattore di turbamento, poiché nelle vicinanze del gommista ci sono un rifornitore di benzina e un’altra officina; ci sono soprattutto diverse abitazioni, con bambini che solitamente a quell’ora giocano per strada, ma che sicuramente erano tornati da poco a casa per la cena. Un tempismo fortunato che ha evitato una possibile tragedia.

L’ordigno fatto esplodere, di fabbricazione rudimentale, era di medio potenziale, ma il boato si è sentito a grande distanza: sembrava lo scoppio di una bombola. Sentito anche nella vicina caserma dei Carabinieri che infatti sono intervenuti immediatamente sul posto, hanno messo in sicurezza l’area e chiesto subito l’intervento degli artificieri del nucleo di Sassari. Ignote le cause che hanno spinto gli attentatori allo scellerato gesto: non se lo spiega il titolare della Fc Gomme, il quarantenne bonese Salvatore Fressura, e non se lo spiegano nemmeno i suoi conoscenti e il sindaco Michela Sau, dalle cui parole emerge comunque un grande turbamento. «Non è la prima volta, purtroppo, che a Bono si verificano fatti del genere - dice il primo cittadino - ma in questo caso la gravità del gesto è troppo grande: a quell’ora della sera e in una via così frequentata e trafficata poteva verificarsi qualsiasi cosa. Occorre agire subito - aggiunge con trasporto - sia per trovare i colpevoli sia per avviare immediatamente tra la popolazione una massiccia campagna di sensibilizzazione alla legalità, affinché non si verifichino mai più fatti del genere ma anche affinché chi sa qualcosa parli, e non si trinceri dietro porte e finestre come è successo venerdì».

Parole pesanti come macigni, quelle del primo cittadino, che oltre a essere sindaco è avvocato, e che non può fare a meno di esprimere «una dura condanna contro questo spaventoso gesto».

Sull’episodio ora indagano i Carabinieri della Stazione e della Compagnia di Bono con il supporto del Comando Provinciale e la collaborazione del nucleo Artificieri, le cui analisi sull’ordigno sicuramente forniranno informazioni utili per lo sviluppo investigativo del caso.

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