La riscossa dell’asino: terapeutico e mediatore

SASSARI. È stato un fedele ed instancabile compagno di viaggio dell’uomo per millenni ed ha portato il basto impostogli per molteplici funzioni come la soma, il traino, la sella e il lavoro nei campi....

SASSARI. È stato un fedele ed instancabile compagno di viaggio dell’uomo per millenni ed ha portato il basto impostogli per molteplici funzioni come la soma, il traino, la sella e il lavoro nei campi. A causa della sua natura forte e robusta, ma anche sobria e frugale, è stato trattato con minor cura e maggior durezza rispetto ad altri animali domestici. Poi l’industrializzazione e la diffusione di macchine agricole hanno reso l’asino sempre meno “utile”, tanto che in nazioni compresa l’Italia questo mite animale rischia addirittura l’estinzione.

Per fortuna si sta scoprendo che l’asino può continuare ad essere utile all’uomo e alle sue esigenze e forse questo consentirà di scongiurarne l’estinzione proponendone la diffusione, su tutto il territorio nazionale, sia come animale da affezione sia come partner di attività di interesse sociale, turistico ed economico. Stanno infatti prendendo piede le attività di “mediazione” con l’asino come interventi di educazione e rieducazione alla relazione, finalizzate a promuovere condizioni di benessere e attività co-terapiche di supporto alla medicina e alla psicologia tradizionale che hanno il compito di potenziarne gli esiti positivi svolgendo un lavoro parallelo agli altri interventi. E questo contribuirà forse a restituire a questo animale domestico la dignità che merita.

Il rapporto con gli animali rappresenta insomma una opportunità, una strada privilegiata per ottenere risultati sul piano della comunicazione. L’asino con le sue caratteristiche etologiche, fisiche, comportamentali e simboliche rappresenta potenzialmente un facilitatore alla relazione.

È quello su cui vuole puntare l’onocounseling la nuova frontiera su cui la comunicazione non verbale diventa il canale preferenziale che rende possibile l’espressione, in modo graduale, più intima di sé. Se n’è parlato nelle sala convegni del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università nel corso del primo convegno nazionale di onocounseling promosso dall’associazione “Missione Counseling”, in collaborazione con l’associazione “Alta Formazione Counseling”, con la S.I.Co. (Società italiana counseling) e l’Università di Sassari.

Ad aprire i lavori è stato il preside del dipartimento Naitana mentre il convegno è stato coordinato dal Nicoletta Malesa, counselor e referente S.I. Co. per la Sardegna.

L’onocounseling identifica la disciplina del counseling abbinato all’integrazione con l’asino e, come altre attività assistite con gli animali, si prende cura della sfera emotiva ma si differenzia dagli interventi con gli altri animali. Dai vari contributi degli esperti è emerso che l’asino è un animale particolarmente affabile, prevedibile, facilmente governabile, versatile, socievole e paziente, ma soprattutto ha una spiccata capacità empatica nella relazione con l’uomo.

La pratica delle mediazione con l’uomo risulta efficace per il superamento di molteplici disagi: psichici, cognitivi, sociali, comportamentali, affettivi, relazionali ed inoltre l’onocounseling ha la funzione di acceleratore, di supporto ed integrazione con altre terapie riabilitative. Al convegno ha partecipato un pubblico numeroso, attento ed interessato, fra cui tanti veterinari ed allevatori arrivati da ogni parte della Sardegna.

L’8 e il 9 novembre si terrà sempre a Sassari un seminario di onocounseling. L’iniziativa ha avuto l'attenzione e l’approvazione della S.I.Co. che ha pertanto accreditato l'evento.

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