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Sassari

monica moretti

La dottoressa gentile che amava le rose, i libri e il suo lavoro

La dottoressa gentile che amava le rose, i libri e il suo lavoro

SASSARI. Il suo nome resterà per sempre impresso nella memoria dei suoi concittadini, anche di quelli che verranno. Monica Moretti, adesso, è anche il nome di una piazza. Gliel’hanno voluta dedicare...

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SASSARI. Il suo nome resterà per sempre impresso nella memoria dei suoi concittadini, anche di quelli che verranno. Monica Moretti, adesso, è anche il nome di una piazza. Gliel’hanno voluta dedicare le tante donne che hanno inteso trasformare il suo sacrificio in un monito e in un ricordo. Monica Moretti, urologa, ma soprattutto una donna solare e intelligente. Questo era la giovane dottoressa che nell’estate del 2002 uno stalker, quando ancora questa parola non era entrata nel lessico della collettività, assassinò nella sua abitazione. Da quel momento Monica Moretti divenne la vittima di un delitto di cui poco dopo, inevitabilmente, diventò padrone della scena mediatica l’uomo che lo aveva commesso.

Il ricordo di Monica sarebbe arretrato nei confini familiari se un gruppo di donne, su Facebook, non avesse lanciato la proposta di intitolarle una via o una piazza. Ora in quello spazio, vicino a una facoltà universitaria, vengono organizzate tutte o quasi le manifestazioni contro la violenza sulle donne. Quindi, per i sassaresi Monica Moretti è anche un luogo di speranza e di riscatto per le donne.

Chi l’ha conosciuta descrive una donna adorabile, e si vede che non sono complimenti di circostanza. Bella di fuori ma soprattutto dentro, curiosa, disponibile, molto garbata. Una che riusciva contemporaneamente a farsi rispettare e amare sul lavoro.

C’è chi, dopo la sua morte, trovò davvero assurdo che l’avesse uccisa proprio un paziente. In reparto, infatti, tutti la adoravano. Lei non si risparmiava sul lavoro ma coltivava con cura i suoi spazi privati. Era orgogliosa di vivere nell’appartamento che aveva appena acquistato e arredato con cura. Quel nido una mattina d’estate si trasformò in una trappola.

Monica Moretti adorava leggere e forse, un bel giorno di primavera, si sarebbe portata un libro da sfogliare proprio in quella piazza che oggi porta il suo nome. Forse c’è un ultimo regalo che la sua città potrebbe fare a Monica Moretti. Lei adorava le rose e il loro profumo. Nella sua piazza, dove ci sono già tanti fiori, bisognerebbe piantarne un po’. Lei ne sarebbe felice.(d.s.)

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