La Nuova Sardegna

Sassari

Presidio col camper per fermare i profughi

di Giulio Favini

Valledoria, sospeso il trasferimento dei richiedenti asilo ospitati a Lu Bagnu L’ex ospizio dovrà accogliere un centinaio di stranieri appena arrivati in Italia

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VALLEDORIA. È stato sospeso il trasferimento dei 94 immigrati, finora ospitati a Lu Bagnu. Ma questo non servirà a restituire serenità all comunità di Valledoria poiché invece dei richiedenti di Lu Bagnu l’ex ospizio dovrebbe ospitare un centinaio di “nuovi” migranti. Una comunicazione che è arrivata, stavolta, da un rappresentante della cooperativa che gestirà l’ex ospizio e che ieri ha incontrato il sindaco Tore Terzitta davanti al camper diventato simbolo della protesta dell’intera comunità di Valledoria. Una novità che non sposta di una virgola le ragioni della protesta del sindaco. A partire da quelli logistici visto che la struttura ospitava 34 anziani e adesso dovrebbe accogliere un centinaio di persone. Eppure quella stessa prefettura nel 2012 aveva imposto lo sgombero dall’ex casa di riposo di proprietà privata di sette anziani a seguito di una perquisizione da parte dei carabinieri del Nas. «Dopo che intimai lo sgombero dei sette anziani, due miei concittadini vennero licenziati dalla cooperativa che gestiva la casa per anziani – ricorda Terzitta –. Io custodisco sul tavolo del vecchio camper dove in questi giorni trascorrerò i giorni e le notti per protesta contro questa decisione della Prefettura, il documento della prefettura che mi intimava lo sgombero dei sette anziani in più. Ebbene – continua – ora a distanza di soli tre anni sono cambiate le condizioni di sicurezza nell’ex casa di riposo? Oppure i migranti sono persone di serie B o magari di C per la prefettura? Penso che anche i profughi, abbiano una loro dignità e debbano essere accolti senza tenere conto della provenienza e del colore della pelle. Io ho rispetto per chi scappa da una guerra, ma deve averne anche la Prefettura, prima di decidere politiche di accoglienza che devono essere condivise dalle amministrazione comunali». Tore Terzitta non ci sta a incassare una decisione di ospitalità forzata che è stata valutata solo da un punto di vista procedurale tenendo conto solo dei requisiti dichiarati dalla cooperativa in fase di aggiudicazione del bando di gara, e cercherà di provare in ogni modo che quella struttura è inadeguata a ospitare i migranti. «Abbraccerò uno a uno i migranti davanti alla porta fino al trentaquattresimo. Ma nessuna persona varcherà più quella porta. Perché dal trentacinquesimo indosserò la fascia tricolore e per questioni di ordine pubblico e di sicurezza all’interno della struttura non entrerà più nessuno». Intanto oggi alle 18,30 si terrà un consiglio comunale all’aperto davanti all’ex casa di riposo.

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