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Sorso, l’assemblea approva il rendiconto

Sorso, l’assemblea approva il rendiconto

Il bilancio consuntivo passa tra le polemiche dell’opposizione: primi scricchiolii nella maggioranza

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SORSO. La seduta del consiglio comunale di giovedì scorso ha confermato le aspettative della vigilia che preannunciavano una riunione a dir poco bollente. Giallo sull’approvazione del rendiconto 2014: per garantire il numero legale la maggioranza ha dovuto attendere l’arrivo di una consigliera. Strascichi polemici fra la minoranza e l’assessore Angelo Agostino Spanu in tema di gestione del patrimonio archeologico con annessa richiesta di dimissioni dall’esecutivo. Rendiconto. L’approvazione del rendiconto arriva a circa un anno dall’inizio del governo “Morghen bis” e segna i primi scricchiolii di una maggioranza che ieri in aula ha rischiato di non bastare a se stessa. Le assenze di Antonello Peru, Agostino Delogu e Giuseppe Cattari hanno messo a dura prova l’approvazione del documento contabile (con 4 assenze di maggioranza, e senza contare la minoranza, non è garantito il numero legale). Inizialmente mancava all’appello anche la consigliera Silvana Spanu: in aula c’erano soltanto 8 componenti di maggioranza (il numero legale è fissato a 9). Ma poi la Spanu è stata recuperata in extremis dal sindaco Giuseppe Morghen a pochi minuti dall’inizio della seduta. Risultato: rendiconto 2014 approvato con 9 voti di maggioranza, 2 astenuti del Pd, e Unione Riformista fuori dall’aula. «Spanu si dimetta». La querelle legata al sito archeologico di Geridu tiene banco nel dibattito politico locale da giorni. Le prime polemiche erano partite dopo delle dichiarazioni - rilasciate un paio di settimane fa dall’assessore alla Cultura - circa la presunta impossibilità, da parte del Comune di Sorso, di garantire la manutenzione nel sito archeologico. Le parole di Angelo Agostino Spanu hanno fatto scattare la secca smentita della soprintendenza archeologica di Sassari. L’interpellanza sul tema, presentata del gruppo Unione riformista, ha fatto andare su tutte le furie Spanu, che ieri mattina in aula ha agitato minacce di querela. «Posso aver sbagliato ma non sono un bugiardo», ha precisato l’assessore, che durante l’intervento ha tirato in ballo la precedente avventura in giunta di Gian Paolo Sanna (due anni con Morghen ma oggi consigliere all’opposizione, ndc). «L’unica cosa che può fare un assessore che non conosce la propria sfera di competenza è dimettersi», ha replicato Sanna.

La seduta è terminata prima ancora di discutere la seconda interpellanza prevista all’odg, quella del gruppo Pd, anch’essa in tema di siti archeologici. Infatti, quando il vice capogruppo Michele Roggio – uscendo dall’aula - ha chiesto la verifica del numero legale, si è registrata l’insussistenza numerica della maggioranza (presenti 8, necessari 9: era andata via Silvana Spanu). Risultato: seduta conclusa prematuramente. (s.s.)

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