Porto passeggeri, regna l’abbandono
Non ci sono i servizi minimi, mancano i wc, le sale d’aspetto o locali per ripararsi dalla pioggia o dal sole cocente
PORTO TORRES. Non sono bastate le civili proteste di passeggeri in transito e degli operatori portuali per dotare il porto industriale di quei servizi igienici richiesti in modo garbato alla Port Authority.
Le navi della Grimaldi Lines arrivano da Barcellona e vanno in direzione Civitavecchia, creando un movimento passeggeri importante all’interno di uno scalo che appare ai più completamente abbandonato dopo il crollo del petrolchimico. Eppure la compagnia Grimaldi è presente dal 2009 nel porto turritano, con una media stagionale di quasi 200 scali e sbarcando ogni anno tra gli ottantamila e i novantamila passeggeri nei mesi che vanno da aprile a metà ottobre. Numeri che dovrebbero far riflettere a fondo chi gestisce le aree portuali, cercando di venire incontro alle esigenze di chi deve aspettare con bagagli al seguito sotto il sole cocente (o la pioggia, a seconda delle previsioni meteorologiche) prima di imbarcarsi sulla nave.
Non ci sono i bagni chimici che l’Authority avrebbe assicurato di installare subito, ma dopo un mese di servizio di collegamento con la Spagna e il porto laziale non si vede assolutamente niente. Altra nota stonata sono quei locali ampi, con servizi igienici al loro interno, lasciati dalla Cin Tirrenia dopo il trasferimento alla stazione marittima: potrebbero essere riadattati a sala d’aspetto per i passeggeri, come d’altronde è stato richiesto, ovvero una soluzione che risolverebbe molti dei quei problemi logistici che perdurano da troppo tempo.
Osservando poi attentamente i piazzali dove transitano per l’imbarco e sbarco tutti i passeggeri, si intravede che non esistono dei corridoi ben delimitati e in sicurezza. Senza dimenticare inoltre le voragini varie e le pozzanghere infinite che i passeggeri attraversano a piedi con le loro valigie. Anche in questo caso fare degli interventi sul manto stradale non dovrebbe costare così tanto all’Autorità portuale, considerando che le tasse pagate dalle Compagnie potrebbero essere reinvestite per avere delle migliorie in ambito portuale. Le criticità presenti nel porto industriale sono comuni a tutti, soprattutto la crisi dell’industria, ma non è possibile abbandonare al suo destino uno scalo che ha fondali alti e che, sinora, è quello preferito dagli armatori per attraccare le proprie navi. Qualcuno lamenta sarcasticamente che in occasione dell’arrivo di navi crociera ci sono i new jersey in cemento con relative griglie per delimitare e mettere in sicurezza il percorso dei passeggeri allo sbarco e imbarco dalla nave.
Nessuno contesta la presenza di croceristi nel territorio comunale, anzi, però ritiene che l’Authority deve assolutamente intervenire per mettere in condizioni accettabili questa zona portuale, che con l’avvicinarsi della bella stagione si riempie pure di sterpaglie che possono diventare nocive sotto l’aspetto sanitario.
Gli operatori portuali sperano che la prossima amministrazione diventi più incisiva nel valorizzare lo scalo industriale, anche perché le compagnie navali potrebbero stancarsi di far arrivare le loro navi in un porto senza servizi.
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