La Nuova Sardegna

Sassari

Successo in Ungheria del Coro di Ozieri

Successo in Ungheria del Coro di Ozieri

Proposto un repertorio che comprendeva inni sacri e canti legati alla tradizione isolana

01 ottobre 2015
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OZIERI. Nuovo prestigioso successo del Coro Città di Ozieri che in questi giorni è stato ospite in Ungheria ove ha portato la musica e la cultura dell'Isola nell'ambito della XIX edizione dell'European Convivial Wine Song Festival di Pécs, storica città imperiale a 200 chilometri da Budapest. Con i logudoresi c'erano i Cantori Klapa Kastav (Croazia), Coro Sàinguerrunde Kritzendorf (Austria), , Sandvitten Male Choir (Svezia), Kodàli Zoltan Male Choir (Budapest), Béla Bartok Choir (Pècs), Zengo Folk Ensemble (Pècs), Pannon Philarmonic Orchestra (Pècs). Ospiti d'eccezione il gruppo Dance Ensemble "MecseK" e la Brass Band di Pècs. Esordio della manifestazione nelle suggestive, sotterranee cantine di Villàni alla presenza di un ministro del governo ungherese. Ciascun gruppo ha eseguito un canto dedicato al vino e poi concerti itineranti nelle vie e nelle accoglienti cantine aperte in tutta la città. Dopo l’esordio, ancora esibizioni nelle principali piazze di Pècs, con tanto di diretta televisiva della emittente nazionale dal teatro civico. Prima parte con inni dedicati al vino ed a seguire esibizione di ciascun coro con l'accompagnamento della Philarmonic Orchestra diretta dal famoso maestro Lakner Tàmas, vera gloria locale. In chiusura unitamente i cori hanno eseguito un brano della Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e l'inno BajVan. Nell'occasione gli ozieresi che sono stati guidati dagli esperti Vincenzo Mura e Federico Chessa, in assenza del maestro Mario Coloru, hanno eseguito 4 canti della tradizione isolana. Domenica scorsa accompagnamento con inni sacri e profani in limba e in italiano della messa solenne celebrata nella imponente basilica di Mariagyud da vari sacerdoti in latino, ungherese e inglese. Nel pomeriggio corteo con tutti i coristi per le vie di Pècs e concerto unitario nel grande palco eretto nella Piazza Szechenyi Square. Chiusura con la cena di gala nel grandioso, storico palazzo imperiale degli Asburgo del 1700. «Possiamo con orgoglio affermare che la presenza in Ungheria è stata forse la più gratificante nella pur nostra lunga storia – ha dichiarato al rientro in città uno dei più anziani coristi –. Più che giustificata è pertanto la soddisfazione per aver così degnamente onorato ancora una volta la cultura e la civiltà, non solo sotto il più puro aspetto musicale, della nostra città e della Sardegna».

Gerolamo Squintu

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