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cronaca

Sassari, campi da basket nei quartieri: gratis per tutti

Le aziende del circuito Sardex propongono al Comune di realizzare per la città dei playground aperti per i ragazzi


14 novembre 2015 di Luigi Soriga


SASSARI. Da diversi anni Sassari è una città molto avara di spazi liberi e gratuiti per fare sport. Le amministrazioni comunali e gli istituti scolastici custodiscono i campetti come fossero teche di vetro da preservare. Vengono aperti e chiusi alla città a seconda dell’umore del momento, e basta un canestro danneggiato o un po’ di rifiuti per spegnere ogni entusiasmo: lucchetto e catena, e il gioco è finito.

Ora il sindaco Nicola Sanna ha la possibilità di ritagliare nuovi playground all’interno dei quartieri senza alcun costo per le casse comunali, con strutture consegnate alla città chiavi in mano, pronte all’uso. L’occasione gli viene fornita in un piatto d’argento da tre giovani imprenditori che operano all’interno del circuito Sardex. Andrea Nigra, responsabile commerciale della Nuova Neon, Enrico Fois e Alessandro Zara di DGT hanno costituito una Onlus che si propone di studiare e sviluppare progetti di utilità sociale, finalizzati alla promozione dello sport come strumento di integrazione e alla assistenza ai soggetti svantaggiati. Il progetto che hanno lanciato dentro la rete Sardex e che illustreranno a breve all’assessore Maria Vittoria Casu, si chiama Hoops, che in inglese significa cerchio. Evoca sia il cesto della pallacanestro, ma anche un anello che si chiude: si parte da una buona idea, la si coltiva con l’aiuto di molti soggetti, e la si concretizza con il risultato finale. Un po’ la filosofia e il pragmatismo che contraddistingue il circuito Sardex. «Conosciamo perfettamente le difficoltà economiche dei Comuni – spiega Andrea Nigra – per realizzare campetti occorrono risorse che di questi tempi non si hanno a disposizione. Anche la successiva gestione e manutenzione comporta dei costi. Perciò lungi dal volerci sostituire dalle amministrazioni, il nostro proposito è quello di offrire una collaborazione. Se il Comune raccoglierà il nostro invito e individuerà degli spazi urbani inutilizzati o dei campetti in disuso, noi proveremo a rivitalizzarli creando delle aree per fare sport. Naturalmente libere, gratuite ed aperte alla città». Dietro questa operazione c’è sicuramente la passione per il basket e la voglia di migliorare la vivibilità di Sassari. Ma c’è anche un ritorno sotto forma di immagine, e dunque di pubblicità, per le aziende che aderiscono a Hoops . Per lo stesso circuito Sardex sarebbe un’ulteriore occasione per farsi conoscere. «La comunicazione tra le imprese che fanno parte di Sardex è estremamente veloce ed efficiente – dice Andrea Nigra – durante uno dei nostri incontri abbiamo provato a lanciare l’idea dei playground, e il feedback è stato subito positivo. Ormai siamo oltre tremila aziende, e ritengo che il nostro progetto possa essere sostenuto dalla quasi totalità dei soci. Questo significa che con 5 Sardex a testa (che equivalgono a 5 euro) si possa realizzare dal nulla un campo da pallacanestro. E con qualche risorsa in più recintarlo, dotarlo di videosorveglianza e magari stipendiare anche un custode. Se il progetto pilota di Sassari andrà in porto, potremmo esportarlo anche in altre realtà dell’isola. La valenza sociale dei campetti aperti è altissima, e ci piacerebbe riscoprirla e valorizzarla».

Gli esempi di playground sprecati sono tanti e l’ultimo è quello di via Luna e Sole, nella scuola elementare accanto al bowling: realizzato non solo per gli alunni ma per l’intero quartiere, da settembre i canestri sono stati smantellati. Il sindaco Sanna aveva assicurato che avrebbe fatto ripristinare tabelloni e cesti, ma ancora il campetto è miseramente spoglio e inutilizzato.

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