La Nuova Sardegna

Sassari

La poesia di Antonio Canu brilla a Firenze

La poesia di Antonio Canu brilla a Firenze

L’artista, al tradizionale Concerto di Natale Fiorentino, ha presentato versi in logudorese e algherese

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OZIERI. Con alcuni versi recitati in lingua italiana e quindi nelle originali sue parlate, logudorese prima e catalana poi, il poeta ozierese-algherese Antonio Canu ha fatto il suo esordio giorni fa durante un evento letterario di grande richiamo organizzato dalla presidenza del consiglio regionale della Toscana guidata da Eugenio Giani. L’occasione è stata offerta dal tradizionale Concerto di Natale Fiorentino con la esibizione di affermati poeti, scrittori, cantanti e musicisti di varie regioni. Con Canu hanno presentato la loro opera Marzia Biondi, Donatella Cheri, Laura Ferri Forconi, Junko Mukai, Angelica Pallante e Cesare Paoletti. Il violinista Simone Buttini ha eseguito musiche di Bach, Mazas e De Beriot: Pubblico folto, attento e competente con larga rappresentanza del mondo culturale della città e della Toscana tutta nella prestigiosa sala Gigli del Palazzo Panciatichi.

Una decina i brani letti da Antonio Canu, tratti dagli ultimi suoi libri: Poesias - L’arc des dias - Nou cant - Les mies mans. La sua formazione poetica è maturata negli anni giovanili ad Ozieri sulle orme dei principi dei palchi Cubeddu , Pirastru e Morittu e sulle linee grammaticali e grafiche dettate per oltre mezzo secolo dalla giuria del Premio Ozieri, concorso nel quale è stato più volte premiato, così com’è avvenuto, sempre nella nostra città, nel Premio Logudoro. Trasferitosi ad Alghero si è pienamente immmerso nel suo ambiente impadronendosi ben presto di ogni sfumatura della lingua catalana, di cui è oggi uno dei più rappresentativi esponenti, tanto da essere chiamato spesso a recitare i suoi versi nelle università spagnole o nei più diversi convegni letterari volti alla promozione dell’uso della lingua catalana «con sempre, però, Ozieri, la sua storia e la sua gente nel cuore, e di cui illustro con vivo trasporto l’architettura e il ricco patrimonio culturale legato in specie al lavoro della terra, che rappresenta in fondo la mia più profonda radice; così come di altissimo valore sono nella nostra città le espressioni artistiche, archeologiche e letterarie che esalto ovunque, ogni qualvolta che me ne viene offerta l’ occasione» dice con compiacimento.

Gerolamo Squintu

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