Bloccati i progetti di rilancio per l’ostello occupato dai rom

Da anni la struttura viene utilizzata da una coppia con otto figli minori. C’è l’ordinanza di sgombero Non è stato perfezionato il passaggio dalla Regione al Comune che continua a prendere tempo

PORTO TORRES. È trascorsa un’altra estate e l’ostello della gioventù a due passi dalla spiaggia di Balai resta ancora di proprietà della Regione e occupato abusivamente da due anni e mezzo da una famiglia Rom. A quanto pare l’ufficio patrimonio del Comune avrebbe istruito la pratica per cominciare a dialogare con gli uffici regionali per arrivare all’acquisizione dell’immobile a una cifra simbolica, ma è indubbio che deve essere l’amministrazione comunale a portare avanti le istanze per avere a disposizione un caseggiato che può essere messo a reddito con una manifestazione di interesse riservato ad associazioni di giovani. Il consiglio comunale aveva deliberato nel 2008 la richiesta di acquisizione dell’ex ostello della gioventù di Balai, poi, probabilmente, non era seguita un azione forte di pressing verso la Regione per permettere di formalizzare l’atto di vendita.

L’edifico è stato realizzato nel 1973 – con il solo piano terra ampio 195 metri e ambienti che ospitavano una sala da pranzo, servizi igienici e un locale per attività didattico-ricreative - e in origine ospitava un ostello della gioventù molto frequentato da giovani di tutta Italia che gradivano il turismo low-cost. La vicinanza della spiaggia e del Lungomare, inoltre, era una sorta di privilegio soprattutto durante la stagione estiva, ma anche buon ritiro economico nei mesi invernali. Nel corso degli anni è stato elevato anche il primo piano (7 stanze da letto, servizi igienici e un ripostiglio) e all’esterno della struttura c’è un’area esterna di 430 metri quadri, da adibire a giardino, e un piccolo box ripostiglio di 20 metri quadri. Nel 1998 la Regione, in attesa del tanto auspicato passaggio di proprietà, aveva autorizzato il Comune all’uso del bene per finalità pubbliche di carattere sociale. I locali furono allora affidati alla casa di accoglienza per minori “La Bussola”, la cui posizione ideale vicino al mare favoriva il divertimento dei ragazzi ospiti, ed erano stati spesi denari per lavori di ristrutturazione e messa a norma dello stabile, dotandolo tra l’altro pure di un ascensore interno. Dopo la chiusura della casa di accoglienza, invece, l’immobile è rimasto vuoto e la precedente amministrazione non ha saputo trovare il modo per convincere la Regione ad assegnare l’immobile all’ente locale. Poco interesse della politica per una struttura ricettiva che si affaccia sul mare e che potrebbe essere molto utile ai giovani volenterosi in cerca di occupazione. Peccato, però, che proprio in quel periodo di silenzio amministrativo l’ostello sia stato improvvisamente occupato da una famiglia di rom con otto figli a carico. Erano entrati senza forzare la porta (da chi avevano avuto le chiavi?) e da lì non sono più usciti. Nonostante l’occupazione abusiva che per legge è comunque un reato.

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