la struttura assistenziale
L’ascesa e il lungo declino della Sgb
PLOAGHE. Certamente monsignor Sebastiano Masala, altro illustre ploaghese, notaro del Sacro Offizio in Vaticano, non sarà molto felice, nel suo spazio che si è sicuramente conquistato in Paradiso,...
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PLOAGHE. Certamente monsignor Sebastiano Masala, altro illustre ploaghese, notaro del Sacro Offizio in Vaticano, non sarà molto felice, nel suo spazio che si è sicuramente conquistato in Paradiso, nel vedere le intricate vicissitudini che sta vivendo la sua creatura, l’Opera San Giovanni Battista, che riuscì a realizzare insieme alla seconda parrocchia del paese intitolata a Cristo Re. Una gigantesca struttura dove accogliere e prendersi cura dei vecchi e dei minori privi di sostentamento e dei minorati psichici e dove provvedere alla cura delle persone bisognose. Ci riuscì (con 10 miliardi di lire) costituendo una fondazione insieme alla Curia Diocesana, alla Prefettura di Sassari e al Sovrano Ordine di Malta.
Dal 2006 la fondazione divenne però un ente pubblico, una Ipab, e iniziò la sua gestione commissariale e, purtroppo, cominciò ad evidenziare i suoi grossi problemi economici e di gestione. Nel 2012 si studiò il risanamento con 25 milioni di euro finanziati dalla Regione, ma i problemi non sono certo finiti. La storia attuale è fatta di cessazione del suo status di Ipab, di infinite battaglie sindacali del personale, del suo ricollocamento nella Azienda sanitaria di Sassari e di mille altre complicazioni burocratiche ancora da risolvere in modo definitivo. La presenza della Sgb ha determinato però un’altra importante vocazione dei ploaghesi, quella verso l’assistenza socio assistenziale. Attorno alla struttura sono nate ed operano infatti diverse cooperative sociali che offrono importanti servizi alla comunità e all’intero territorio. «Vocazione fatta propria anche dall’amministrazione comunale – spiega il sindaco Sotgiu – che recentemente ha messo in campo due importanti progetti finalizzati al miglioramento della qualità della vita, il “Cantiere Salute” e proprio di recente “Nessuno Escluso”, con l’adozione e l’approvazione, nei giorni scorsi, della Convenzione dell’Onu da parte del Consiglio comunale. Segno questo della forte volontà di Ploaghe di voler diventare il paese dell’inclusione. Nella programmazione territoriale che stiamo sviluppando e per la quale l’Unione di Comuni del Coros mi ha nominato referente politico per i 12 comuni, ma che stiamo studiando insieme all’Anglona, gran parte dei fondi che stiamo richiedendo andranno impegnati proprio nel settore del benessere della persona e della qualità della vita». (m.t.)
Dal 2006 la fondazione divenne però un ente pubblico, una Ipab, e iniziò la sua gestione commissariale e, purtroppo, cominciò ad evidenziare i suoi grossi problemi economici e di gestione. Nel 2012 si studiò il risanamento con 25 milioni di euro finanziati dalla Regione, ma i problemi non sono certo finiti. La storia attuale è fatta di cessazione del suo status di Ipab, di infinite battaglie sindacali del personale, del suo ricollocamento nella Azienda sanitaria di Sassari e di mille altre complicazioni burocratiche ancora da risolvere in modo definitivo. La presenza della Sgb ha determinato però un’altra importante vocazione dei ploaghesi, quella verso l’assistenza socio assistenziale. Attorno alla struttura sono nate ed operano infatti diverse cooperative sociali che offrono importanti servizi alla comunità e all’intero territorio. «Vocazione fatta propria anche dall’amministrazione comunale – spiega il sindaco Sotgiu – che recentemente ha messo in campo due importanti progetti finalizzati al miglioramento della qualità della vita, il “Cantiere Salute” e proprio di recente “Nessuno Escluso”, con l’adozione e l’approvazione, nei giorni scorsi, della Convenzione dell’Onu da parte del Consiglio comunale. Segno questo della forte volontà di Ploaghe di voler diventare il paese dell’inclusione. Nella programmazione territoriale che stiamo sviluppando e per la quale l’Unione di Comuni del Coros mi ha nominato referente politico per i 12 comuni, ma che stiamo studiando insieme all’Anglona, gran parte dei fondi che stiamo richiedendo andranno impegnati proprio nel settore del benessere della persona e della qualità della vita». (m.t.)
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