Permessi, sit-in degli immigrati
Protesta pacifica sotto la prefettura: la questura non blocchi i nostri documenti
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SASSARI. «Vogliamo i nostri diritti, perché chi ha doveri ha anche diritti». Una protesta silenziosa, pacifica. Volti tristi ma non rassegnati, un’attesa composta nonostante nel palazzo della Prefettura si stesse parlando del loro destino, delle loro vite sempre in bilico.
Erano più di duecento ieri mattina gli immigrati del Sassarese che si sono ritrovati in piazza d’Italia per denunciare la grave situazione che si è venuta a creare in città e in tutto il territorio in cui ha competenza la questura di Sassari «a causa del ripetuto e ormai generalizzato diniego del rinnovo dei permessi di soggiorno per lavoro autonomo – hanno spiegato – e del preoccupante aumento dei fogli di via agli immigrati giudicati inadempienti dalla questura». Per questo l’associazione della comunità senegalese “Yakaar”, quella italo-marocchina Orizzonti Aimo, oltre a tanti rappresentanti di altre comunità (Bangladesh, Pakistan ecc.) hanno chiesto e ottenuto un incontro con il prefetto Giuseppe Marani che ha preso l’impegno di incontrare il questore Maurizio Ficarra per risolvere quanto prima la situazione. Si tratta per lo più di persone che risiedono a Sassari o comunque in Italia anche da 30 anni in alcuni casi. Parlano la nostra lingua, qui hanno casa, amicizie, interessi, mandano a scuola i propri figli. Persone che sono perfettamente integrate nel nostro tessuto sociale. (na.co.)
Erano più di duecento ieri mattina gli immigrati del Sassarese che si sono ritrovati in piazza d’Italia per denunciare la grave situazione che si è venuta a creare in città e in tutto il territorio in cui ha competenza la questura di Sassari «a causa del ripetuto e ormai generalizzato diniego del rinnovo dei permessi di soggiorno per lavoro autonomo – hanno spiegato – e del preoccupante aumento dei fogli di via agli immigrati giudicati inadempienti dalla questura». Per questo l’associazione della comunità senegalese “Yakaar”, quella italo-marocchina Orizzonti Aimo, oltre a tanti rappresentanti di altre comunità (Bangladesh, Pakistan ecc.) hanno chiesto e ottenuto un incontro con il prefetto Giuseppe Marani che ha preso l’impegno di incontrare il questore Maurizio Ficarra per risolvere quanto prima la situazione. Si tratta per lo più di persone che risiedono a Sassari o comunque in Italia anche da 30 anni in alcuni casi. Parlano la nostra lingua, qui hanno casa, amicizie, interessi, mandano a scuola i propri figli. Persone che sono perfettamente integrate nel nostro tessuto sociale. (na.co.)
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