Nei chioschi di Platamona ora arrivano le ruspe

Un chiosco a Platamona, immagine di repertorio

Sorso, il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva presentata per “Pedifreddu”. Il Comune è pronto a procedere con le demolizioni nelle strutture abusive 

SORSO. Le ruspe incombono sui chioschi abusivi di Platamona. Ieri mattina la seconda sezione del Tar ha respinto l’istanza cautelare per lo stop alla demolizione del chiosco Pedifreddu, presentata dai legali del gestore della struttura che sorge nel parcheggio del lido di Sorso. Dopo settimane di continui rinvii, ora l’amministrazione comunale è pronta a inviare le ruspe nei sei chioschi non autorizzati che sorgono nel litorale di Platamona.

Il ricorso è scattato dopo che il Comune aveva intimato ai sei gestori di svuotare le strutture entro il 28 febbraio. La titolare Anna Sanna, rappresentata e difesa dagli avvocati Michele Torre e Lia Casu, si è presentata davanti al Tar per chiedere lo stop del procedimento di rimozione della sua struttura. Ieri il collegio formato dai giudici Francesco Scano (presidente), Marco Lenzi (consigliere, estensore) e Grazia Flaim (consigliere) ha rigettato la richiesta. «Ritenuta, ad un primo esame, la non consistente probabilità di esito favorevole del ricorso – si legge nell’ordinanza 96/2018 – in relazione alle censure dedotte dalla parte ricorrente, sia in ragione della tardività dell’impugnazione dell’ordinanza di demolizione numero 13/2011, sia in considerazione del fatto che quest’ultima ordinanza è stata notificata al solo Antonello Fadda (il marito della titolare, ndc) in quanto soggetto responsabile dell’abuso, sia in considerazione dell’intervenuta scadenza della concessione dell’area demaniale sin dal gennaio 2009».

Le ruspe del Comune sono pronte dallo scorso 20 febbraio, quando l’amministrazione comunale ha pubblicato l’esito dell’appalto per la rimozione forzosa. L’intervento è stato assegnato con una procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando, aperta dopo una precedente manifestazione di interesse a cui avevano risposto quaranta ditte. L’ha spuntata la ditta di Salvatore Loi con sede a Sorradile, in provincia di Oristano, che ha offerto poco meno di 40mila euro (un ribasso sulla base d’asta del 31,284 per cento). Nelle ultime settimane il piano delle demolizioni è slittato di settimana in settimana: l’ultima stima, emersa durante una seduta della commissione Bilancio a fine dello scorso novembre, presumeva le demolizioni entro gennaio. Ma gli interventi di demolizione sono stati stoppati dal Comune in attesa di conoscere l’esito della richiesta di sospensiva del provvedimento chiesto dal gestore del chiosco Pedifreddu.

«Ora dobbiamo procedere – spiega l’assessore alla Vigilanza edilizia, Fabio Idini – Non conosco bene i tempi tecnici, ma ormai dobbiamo andare avanti. Il nostro obiettivo era fare una cosa definitiva per tutti, non so se riusciremo a intervenire già dalla prossima settimana. Ma ormai si deve procedere come impone la legge».


 

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