concerto
Ecco i “The Cut”, la band sassarese che omaggia i Cure
di Gian Mario Sias
SASSARI. «Non chiamateci tribute band». Si chiamano The Cut, sono sassaresi, nella vita fanno tutt’altro e per ragioni non solo anagrafiche hanno smesso da un pezzo di coltivare sogni di rock’n’roll....
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SASSARI. «Non chiamateci tribute band». Si chiamano The Cut, sono sassaresi, nella vita fanno tutt’altro e per ragioni non solo anagrafiche hanno smesso da un pezzo di coltivare sogni di rock’n’roll. La passione per la musica dei Cure, per la sua versatilità, quella capacità della band inglese di spaziare su più generi, li spinge a salire ancora sui palchi dei locali di Sassari e dell’hinterland. Ma la loro non è una celebrazione vera e propria per il genio di Robert Smith e soci. «Siamo una band, e interpretiamo con la nostra personalità i brani che proponiamo. Tutto merito della grande sintonia che si è creta tra di noi» spiegano loro alla vigilia del prossimo concerto, in cartello oggi al Vintage di viale Adua.
«L’idea di formare un gruppo che suonasse le musiche dei Cure – raccontano i The Cut – nasce per iniziativa di Giancarlo Profili, cantante e chitarrista solista; e Luca Manca». L’idea è rimasta tale sino a un anno fa, quando c’è stato l’incontro con Giacomo Crovetti, bassista. «Così si è creato il nucleo iniziale, cui poi si sono aggiunti il chitarrista ritmico Alessandro Lai e il tastierista Francesco Pota». Tutti insieme in saletta, come dei ragazzini, per predisporre un ventaglio di quaranta pezzi tra i quali scegliere di volta in volta.
La ricerca di quelle atmosfere, sonore e sceniche, ha portato alla realizzazione di un vero show musicale fatto di strumenti e suoni analoghi a quelli usati e prodotti dai Cure, ma anche di luci e scenografie che rimandano immediatamente all’epoca musicale di cui sono stati protagonisti. «Nonostante stiamo insieme da poco più di un anno, abbiamo già un nostro seguito», ammettono con soddisfazione. Merito della «perfetta sintonia che c’è tra noi – rivelano – nonostante veniamo da esperienze e mondi musicali assai differenti, abbiamo la stessa visione del progetto e ci piace l’idea che la musica dei Cure sia il terreno in cui le nostre sensibilità musicali si incontrano e si fondono».
«L’idea di formare un gruppo che suonasse le musiche dei Cure – raccontano i The Cut – nasce per iniziativa di Giancarlo Profili, cantante e chitarrista solista; e Luca Manca». L’idea è rimasta tale sino a un anno fa, quando c’è stato l’incontro con Giacomo Crovetti, bassista. «Così si è creato il nucleo iniziale, cui poi si sono aggiunti il chitarrista ritmico Alessandro Lai e il tastierista Francesco Pota». Tutti insieme in saletta, come dei ragazzini, per predisporre un ventaglio di quaranta pezzi tra i quali scegliere di volta in volta.
La ricerca di quelle atmosfere, sonore e sceniche, ha portato alla realizzazione di un vero show musicale fatto di strumenti e suoni analoghi a quelli usati e prodotti dai Cure, ma anche di luci e scenografie che rimandano immediatamente all’epoca musicale di cui sono stati protagonisti. «Nonostante stiamo insieme da poco più di un anno, abbiamo già un nostro seguito», ammettono con soddisfazione. Merito della «perfetta sintonia che c’è tra noi – rivelano – nonostante veniamo da esperienze e mondi musicali assai differenti, abbiamo la stessa visione del progetto e ci piace l’idea che la musica dei Cure sia il terreno in cui le nostre sensibilità musicali si incontrano e si fondono».
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