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Sassari si racconta con le foto storiche del vivaio rossoblù

Sassari si racconta con le foto storiche del vivaio rossoblù

C’è tanta Torres, ma soprattutto tantissima bella gioventù della Sassari dell’ultimo secolo nella mostra inaugurata in questi giorni all’interno della Biblioteca Popolare dello Sport

18 dicembre 2019
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SASSARI. Mario Serradimigni bambino? Ce l’ho. I vincitori del leggendario trofeo Muzzetto? Eccoli. La squadra Primavera che ha battuto il Genoa di Criscito e il Torino? Presente. Le giovani promesse che sono arrivate sino alla serie A? Ci sono tutte.

C’è tanta Torres, ma soprattutto tantissima bella gioventù della Sassari dell’ultimo secolo nella mostra inaugurata in questi giorni all’interno della Biblioteca Popolare dello Sport, in via Università 15. Una mostra assolutamente originale, dedicata al vivaio del club di calcio più antico della Sardegna.

Una carrellata di circa 200 fotografie di formazioni e singoli giocatori che hanno indossato la casacca rossoblù nelle varie categorie del settore giovanile. Uno spaccato della città e del suo hinterland (moltissimi ragazzi provenivano e provengono da centri vicini, ma anche dal sud dell’isola), sotto forma di speranze e sogni legati al pallone.

All’interno c’è un po’ di tutto. Dalla formazione dei “Poledri”, capitanata da Mario Serradimigni, che negli anni Venti rappresentava da sola il vivaio della Torres, sino alle squadre che – un po’ a singhiozzo – sono anche riuscite a varcare il Tirreno portando i colori rossoblù sino ai tornei nazionali. Passando per i momenti di crisi, testimoniati dai campi in terra battuta e dalle divise un po’ improvvisate, e dalla “gloria” raggiunta da chi dopo avere indossato quella maglia, poi in qualche modo ce l’ha fatta. Ci sono, tra gli altri, Comunardo Niccolai, atterrato alla Torres quindicenne e poi arrivato sino ai mondiali Messico ’70 con la maglia della nazionale. O Stefano Guberti e Adam Federici, che dalla Primavera rossoblù dei primi anni Duemila sono arrivati rispettivamente in serie A e Premier League.

Ma il cuore della mostra è rappresentato dalle persone “comuni”. «Abbiamo calcolato che i volti presenti nella mostra siano oltre 3mila – spiegano i curatori dell’iniziativa –, non abbiamo allestito una mostra che rappresenti tutte le formazioni giovanili della Torres di ogni tempo, ma ci siamo andati vicini. Chiunque può venire qui e riconoscersi in quelle foto, o trovare un parente, un vecchio amico, un compagno di scuola. E se qualcosa manca, saremo ben lieti di ricevere ed esporre altre foto».

La mostra (visitabile gratuitamente il martedì e giovedì dalle 17 alle 20, sino a fine gennaio) è allestita dall’associazione Memoria Storica Torresina all’interno della Biblioteca dello Sport, uno spazio culturale aperto a tutti, inaugurato alcuni mesi fa grazie al sostegno di Fondazione di Sardegna, Verde Vita, Abinsula e Fondazione notarile Porqueddu. All’interno sono disponibili circa 300 volumi dedicati a tutte le discipline sportive.

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