Il purosangue Ameretto vince anche nel tribunale di Sassari

Era accusato di truffa il proprietario dell'animale, figlio di un cavallo dell'emiro del Qatar

SASSARI. Ameretto si prende la sua rivincita, stavolta non a conclusione di una corsa al galoppo – dove in più occasioni ha conquistato le sue medaglie – ma nell’aula di un tribunale.

Davanti al giudice questo bellissimo cavallo bianco – figlio di Amer (dell’emiro del Qatar) – c’era finito nel 2012 insieme al suo proprietario, Paul Jean Daverio, un chirurgo plastico molto conosciuto a livello internazionale. Il medico era finito nei guai in seguito alla partecipazione di Ameretto al Gran premio Unire del Cavallo Arabo, tenutosi a Chilivani il 5 giugno del 2009.

Daverio era accusato di truffa e di frode in competizione sportiva «per aver tratto in inganno l’ente organizzativo delle corse al galoppo riservate a soggetti di razza purosangue arabo e il connesso sistema di scommesse – scriveva la Procura – benché Ameretto non avesse i presupposti per parteciparvi in termini di pedigree e di razza di appartenenza». Ma alcuni giorni fa il giudice ha dichiarato prescritti i reati e il processo, dopo 11 anni, si è chiuso.

Secondo l’accusa, in sintesi, Daverio avrebbe “con artifici e raggiri”, e con l’obiettivo di vincere svariati gran premi, importato Ameretto in Italia, iscrivendolo poi nell’apposita anagrafe, avendo così la possibilità di partecipare a prestigiose corse al galoppo. Ciò nonostante ne fosse dubbia la provenienza.

Tina Lunesu, avvocato difensore dell’imputato, nonostante puntasse all’assoluzione nel merito non ha rinunciato alla prescrizione. «Alla luce dell’assenza di una controperizia – ha spiegato Lunesu – il giusto compromesso è stato chiedere il dissequestro dei premi vinti e del passaporto, nonostante il pubblico ministero ne avesse chiesto la confisca». Richiesta, quest’ultima, rigettata dal giudice Salvatore Marinaro in quanto non sussistevano i presupposti. «E finalmente – ha aggiunto l’avvocato – si è arrivati alla fine di un lungo calvario giudiziario per il dottor Daverio».

A sostenere l’irregolarità dell’animale c’era il fatto che nel passaporto non risultassero indicate le cinque generazioni in termini di genealogia, così come invece richiesto dalla normativa italiana. Nel corso del dibattimento è emerso, tra le altre cose, che l’associazione Waho (il cui compito è quello di gestire tutti i libri genealogici del purosangue arabo presenti nel mondo) inviò in Arabia un’apposita delegazione perché si facesse chiarezza sulle origini, in termini di purezza. In quella sede venne stabilito che Amer era un purosangue arabo a tutti gli effetti e, di conseguenza, iscritto nel libro genealogico del purosangue arabo.

Intanto Ameretto di strada ne ha fatta parecchia ma il suo riscatto più importante è che per la stagione di monta 2020 prenderà “servizio” di stallone nell’Agenzia Agris Sardegna, con tanto di presentazione ufficiale al pubblico isolano nella rassegna ippica tenutasi nelle scorse settimane a Tanca Regia.

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