La scuola di Cardiologia è salva

Una delibera Aou crea il reparto a guida universitaria indispensabile per la specializzazione

SASSARI. Un importante pezzo del complicato puzzle, che si sta componendo da mesi per cercare di salvare la scuola di specializzazione di Cardiologia, è andato al suo posto. Venerdì infatti l’Aou ha pubblicato sul suo sito l’atteso aggiornamento dell’atto aziendale. Che sancisce, tra le altre cose, l’attivazione della Struttura Semplice Dipartimentale di “Clinica Cardiologica e Sperimentale” a direzione universitaria, con contemporanea cessazione della struttura semplice (sempre a direzione universitaria) di Emodinamica e Cardiologia interventistica. Tradotto: i requisiti ministeriali, che prevedono che a ogni scuola di specializzazione sia collegata a una struttura complessa a direzione universitaria, sono, almeno in parte soddisfatti. E il delicato equilibrio nella spartizione dei “primariati”, che rispetti la ratio che in Aou li vuole divisi più o meno equamente tra ospedalieri e universitari, è salvaguardato.

Si scrive così un nuovo capitolo in una vicenda che definire complessa è riduttivo. Con l’allarme sulla paventata chiusura della scuola di specializzazione che va avanti, più o meno ufficialmente, da mesi. Esploso dopo che a dicembre c’era stata la delibera aziendale con la quale l’Aou confermava la direzione ospedaliera del reparto, nonostante la promessa - fatta nei mesi precedenti - di farla diventare universitaria e garantire così il futuro alla scuola. Tutto sotto controllo, avevano rassicurato rettore e direttore generale Aou, «l’attenzione sul tema delle scuole di specializzazione è massima. E Università, Aou e Regione vanno avanti in pieno accordo e con importanti investimenti per rafforzare le scuole esistenti e renderle coerenti con i nuovi e più stringenti parametri di accreditamento ministeriali».

Il piano, per altro votato nella primavera 2019 nel Collegio di Direzione formato dal rettore, dal preside di facoltà e da tutti i capi dipartimento, era di far nascere una “struttura di sede” (da affiancare alla Cardiologia, che resta ospedaliera) a guida universitaria. Che rispetti i parametri imposti dal ministero e allo stesso tempo garantisca una formazione adeguata e completa ai giovani medici con la possibilità di frequentare e partecipare attivamente a tutte le attività clinico-assistenziali della struttura. Piano accettato dalla Regione, a cui è seguito il via libera alla richiesta della nomina di un secondo professore di ruolo nel settore scientifico-disciplinare di riferimento (altro requisito ministeriale) necessario per la sopravvivenza della scuola. E messo nero su bianco nella delibera pubblicata venerdì nel sito dell’azienda ospedaliero-universitaria.

Ora arriveranno gli ulteriori passi: la nomina del direttore della nuova struttura (si parla del professore Guido Parodi) e poi il bando di una graduatoria per far arrivare il secondo professore. E infine un concorso per la parte ospedaliera della cardiologia che sancisca così una divisione del reparto di assoluta eccellenza, che a molti fa storcere il naso. Ma che almeno ha il pregio di salvare una delle scuole di specializzazione più importanti e performanti dell’intero ateneo.



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