Bonnanaro, annullata la fiera delle ciliegie

Oltre all’emergenza sanitaria gli organizzatori denunciano un calo della produzione del 70 per cento

BONNANARO. Nessuna fiera delle ciliegie a Bonnanaro, a causa della produzione devastata dagli eventi climatici. I produttori così rivolgono un appello alla Regione: «Insieme dobbiamo pensare a delle strategie per il futuro». Anche il sindaco di Bonnanaro, Tonino Marras si unisce al coro e chiede più considerazione per il prodotto di nicchia.

L’evento ogni anno faceva registra migliaia di visitatori provenienti dal tutta l’isola. «Quest’anno, data l’emergenza sanitaria, sarebbe stato impossibile organizzare la fiera delle ciliegie” – spiega Marras –. Ora, però il vero problema è il clima. Ci associamo alla richiesta formulata dai produttori, affinché la Regine intervenga. La cerasicoltura bonnanarese, anche se può apparire meno importante rispetto alla grande produzione, riguarda un prodotto di nicchia di apprezzabile importanza per l’economia locale». La ciliegia di Bonnanaro, frutto dalle mille proprietà benefiche amato da adulti e bambini, quest’anno ha registrato l’ennesimo crollo della produzione. A denunciare il fatto è uno dei maggiori produttori: «Avevamo pronosticato una bassa produzione, però francamente, speravamo di salvare almeno una buona parte del raccolto, ma la piovosità di questi giorni ci riporta con i piedi a terra». Il ciliegio, come spiegano gli esperti, patirebbe più di altri alberi da frutti i cambiamenti climatici. Quest’anno la primavera si è scandita da eventi che sono passati da abbassamenti di temperatura con gelate notturne intorno ai 3-4 gradi sotto lo zero, all’aumento delle temperature, superiori alla media stagionale, con picchi di caldo torrido fino ai 27 gradi seguiti, come se tutto questo non fosse già sufficiente, dall’ incessante pioggia che, nelle ultime ore, sta decretando una delle annate più brutte degli ultimi tempi. «Siamo vittime di questi cambiamenti climatici a quali si potrebbe ovviare con la coltivazione del ciliegio sotto la copertura di reti che le risparmierebbe dagli agenti climatici e dai parassiti infestanti» prosegue il produttor». Manovre di salvataggio, che con le annate in costante perdita per i produttori, sarebbe impossibile praticare: «In questo deve venirci incontro la Regione. La perdita, fino ad ora era stimata per il 70%, potrebbe salire all’80/85 per cento».

Ma a fare la sua parte nell’economia sarebbe anche la concorrenza sleale e l’importazione dalle ciliegie dall’estero, come spiega il produttore: «Al crollo della produzione si affianca la concorrenza sleale, con importazione di prodotti dall’estero che non hanno garanzia di qualità e un costo inferiore, mentre la coltivazione totalmente biologica e priva di pesticidi rende i prodotti nostrani una vera e propria eccellenza. I consumatori potrebbero dare un grande contributo a questa già bistrattata produzione acquistando solo prodotti locali. Questo sarebbe di grande aiuto per noi produttori sardi e per i piccoli produttori locali».

Daniela Deriu

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