Tredici mesi di intercettazioni e di pedinamenti

Dalle oltre duecento pagine del fascicolo depositato dalla Guardia di Finanza e dal Comando marittimo di Alghero, riassunto in più di cinquemila documenti analizzati e dalle fonti di prova acquisite...

Dalle oltre duecento pagine del fascicolo depositato
dalla Guardia di Finanza
e dal Comando marittimo
di Alghero, riassunto in più
di cinquemila documenti analizzati e dalle fonti
di prova acquisite dagli investigatori nel corso
delle numerose perquisizioni personali e locali, il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu, titolare dell’inchiesta, ha tratto elementi essenziali tali da concludere le indagini nei confronti dei venticinque persone. Nel corso dei tredici mesi di complesse indagini, affidate ai comandanti della Sezione Operativa Navale Guardia di Finanza Alghero e dell’Ufficio Circondariale Marittimo - Guardia Costiera Alghero, sono state effettuate intercettazioni telefoniche e pedinamenti che hanno consentito di portare alla luce una vera e propria associazione a delinquere avente come finalità quella
di prelevare, trasformare e commercializzare illegalmente un’incalcolabile quantità di ricci di mare
e della relativa polpa.


Gli investigatori sono riusciti ad accertare che il modus operandi coinvolgeva sistematicamente anche diversi ristoranti locali che, consci della procedura non conforme e dell’impalcatura criminosa, utilizzavano all’interno delle proprie cucine la polpa di riccio lavorata da soggetti non autorizzati e, come scoperto nel corso delle indagini, certificata solo fittiziamente dallo stabilimento, contrariamente a quanto dichiarato nei documenti fiscali, nei quali veniva dichiarato l’acquisto degli esemplari integri.

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