Sassari: «Case popolari, buco milionario»

Sassu: accumulate morosità per 3,5 milioni. Così è impossibile gestire un patrimonio che cade a pezzi

SASSARI. «Oltre 3 milioni e mezzo di morosità, accumulata in anni in cui non si è fatto abbastanza per riscuotere risorse importanti. Creando un buco che rende impossibili le manutenzioni e la gestione del patrimonio immobiliare comunale. E che ci sta spingendo a cercare di cederne una parte all’agenzia regionale Area, che lo ristrutturerà e lo riconsegnerà agli inquilini. Permettendoci di liberarci di un patrimonio obsoleto che il Comune non è più in grado di sostenere».

Parte col botto l’assessore alle politiche abitative Antonello Sassu, che l’altro ieri ha parlato in commissione della situazione dell’edilizia pubblica in città, e della sempre più pressante emergenza abitativa. Un intervento che ha fatto saltare sulla sedia il suo predecessore, Ottavio Sanna, che a stretto giro di posta ha replicato: «Quanto affermato da Sassu è un fatto gravissimo perché è una informazione che genererebbe anche una verifica della Corte dei Conti. Ma altrettanto grave perché porta a dichiarare che operatori, funzionari e dirigente dell’assessorato non hanno fatto il loro lavoro e non hanno seguito il mio indirizzo politico chiaro. La verità è che i morosi al mio arrivo in assessorato politiche della casa sono stati subito affrontati. E, nonostante avessi un funzionario solo per richiami e piani di rientro, abbiamo colpito i furbetti e abbiamo dato un ulteriore possibilità a chi non aveva reddito».

«Quel che so – tira dritto l’assessore Sassu– è che a giugno 2019 la situazione era questa. E, con grande difficoltà, stiamo provando a riparare. Aggredendo il reddito di chi lo ha, chiaramente con tutte le cautele e le agevolazioni possibili, e contattando tutti i morosi. Quelle risorse devono tornare, è una questione di giustizia».

Spazio poi ai fondi che comunque il Comune deve mettere sul piatto: «Abbiamo chiesto alla Regione – ha spiegato l’assessore – di poter sbloccare due milioni di finanziamenti che abbiamo a disposizione e di poterli usare per la ristrutturazione degli immobili. E anche un ulteriore milione per l’acquisto di nuove abitazioni. Questo avrebbe una grande importanza strategica. Ci permetterebbe infatti di sbloccare le graduatorie che sono congelate da un decennio. Aggiungendo nuove persone che hanno diritto, ma anche aggiornando le situazioni che nel mentre sono maturare». Altro passaggio quello dedicato all’informatizzazione: «Stiamo procedendo – ha spiegato Sassu – a una progressiva digitalizzazione dei processi. Avevamo iniziato in via sperimentale con le domande on line per tutte le pratiche che riguardano le politiche della casa. Questo ci è stato molto utile durante il lockdown. Il sistema non è ancora affinato, e richiede aggiornamenti tecnologici che stiamo programmando, ma è la strada giusta. Per quanto riguarda le domande per il canone di locazione la Regione ci ha dato le risorse per pagare i primi quattro mesi dell’anno, 2 milioni cofinanziati dal Comune. Le domande arrivate sono 985, per ora ne abbiamo processato circa 400 ma a breve daremo risposte a tutti».

Spazio poi ai progetti di housing sociale: «Ci stiamo lavorando – ha chiuso l’assessore Sassu – e le prospettive sono molto interessanti. Perché potrebbero rispondere alle esigenze abitative, sempre più pressanti, di una “zona grigia” del ceto medio, che accoglierebbe con favore abitazioni di un certo tipo a canoni di locazione calmierati. Un progetto che in altre parti d’Italia è stato già realizzato, e che sarebbe innovativo per la nostra città».



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