Rifiuti speciali pericolosi, in aula i vertici Syndial

L’accusa è di disastro ambientale. Il Comune di Porto Torres i gli ambientalisti saranno parte civile

SASSARI. Dovranno presentarsi stamattina davanti la giudice dell’udienza preliminare Michele Contini i tre dirigenti della Syndial accusati di disastro ambientale e gestione di discarica abusiva di rifiuti pericolosi nel sito industriale di Porto Torres.

L’indagine dei Noe, coordinata dalla Procura sassarese, era iniziata cinque anni fa, quando i militari avevano scoperto un’area di quattro ettari adibita a discarica di rifiuti speciali pericolosi, con scarti di processi chimici del fosforo e scorie fosforose con presenza anche di radionuclidi naturali, all’interno dello stabilimento Syndial di Porto Torres.

La zona era quella denominata “palte fosfatiche” ed era stata messa sotto sequestro preventivo. Nell’area interessata sono in fase di conclusione le opere di bonifica disposte dalla Procura subito dopo i sigilli all’area

Nell’inchiesta erano finiti il responsabile degli interventi ambientali per l’area Sardegna, Gianluca D’Aquila, 49 anni, e dei due procuratori speciali, Luigi Volpe, 61 anni e Francesco Misuraca, 55 anni. L’accusa contro i tre dirigenti è quella di aver realizzato e gestito nella citata area, dal 2011 al giugno 2015, una discarica non autorizzata di rifiuti speciali pericolosi (scorie da fosforo), cosi commettendo un fatto diretto a causare un disastro ambientale, dal quale poteva derivare un pericolo per la pubblica incolumità, consentendo anche lo sversamento nella falda e sul terreno delle acque di dilavamento.

Stamattina hanno annunciato che si costituiranno parte civile il comune di Porto Torres (rappresentato dall’avvocato Fabrizio Bionda) e i due comitati: “Tuteliamo il Golfo dell’Asinara e “Azion, protezione e sostenibilità ambientale, rappresentati dall’avvocato Pina Zappetto. (l.f.)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes