Il chiosco in fumo per colpa di un frigo

Valledoria, venerdì notte un incendio ha distrutto “L’Onda” sulla spiaggia di San Pietro. Solidarietà del paese ai proprietari

VALLEDORIA. Ha causato danni per centinaia di migliaia di euro l’incendio (ancora al vaglio degli inquirenti per verificare se sia di natura dolosa o accidentale) divampato improvvisamente, intorno alle 21-21,30 di venerdì, all'interno del chiosco L'Onda, sulla spiaggia di San Pietro, a Valledoria.

Le fiamme hanno ridotto in cenere l'intera struttura in legno e paglia, risparmiando solo l'attiguo stabilimento balneare, sempre dei medesimi proprietari, dove erano collocati i lettini a sdraio e gli ombrelloni, sempre di paglia e legno. «In tarda mattinata – dicono i proprietari dello stabilimento, Alessandro Mossa e la moglie Giosetta Bayslak – sono arrivati gli uomini della scientifica dei vigili del fuoco di Sassari che hanno fatto le prime perizie. Secondo i vigili del fuoco – aggiunge Giosetta Bayslak – l'incendio sarebbe stato forse causato da un malfunzionamento di uno degli 8 frigoriferi all’interno del chiosco bar-griglieria. Già alle 17 avevamo chiamato un tecnico per verificare lo stato di alcuni apparecchi elettrici dato che si sentiva odore di bruciato. Probabilmente l'acquazzone e i fulmini caduti per tutta la sera avrebbero innescato qualche contatto elettrico provocando qualche scintilla e scatenato l’incendio».

Il forte boato causato dallo scoppio delle bombole che si trovavano esternamente al chiosco ha allertato diversi cittadini della zona, ma la deflagrazione si è sentita anche in paese. «Sono stati alcuni giovani di Valledoria – raccontano i due proprietari – ad avvisare noi e i carabinieri che il nostro chiosco era avvolto dalle fiamme: mi ricordo che la telefonata è arrivata intorno alle 21,30». Nessuno a quell’ora era presente in spiaggia e anche nel chiosco, rimasto chiuso a causa del maltempo. «Per fortuna – spiegano i coniugi Mossa – il guardiano notturno quella sera non aveva preso servizio proprio per la pioggia. Almeno in questo la sorte ci è stata benevola».

Tutti a Valledoria, ma anche i tantissimi amici dei paesi vicini, hanno espresso la loro solidarietà alla coppia e si sono resi disponibili ad aiutarli per riprendere al più presto possibile la loro ben avviata attività. «Ringraziamo quanti ci stanno esprimendo con messaggi e telefonate la loro vicinanza – dichiarano i due imprenditori–, purtroppo in questo momento non riusciamo a rispondere a tutti e ce ne rincresce».

Intanto gli inquirenti, dopo avere messo sotto sequestro quello che rimane della struttura, con in prima linea gli uomini della compagnia dei Carabinieri di Valledoria guidata dal capitano Sergio Pagliettini, stanno cercare degli elementi utili per provare a dare una soluzione al caso. Lo stabilimento non godeva di polizza assicurativa e perciò le opere di smaltimento e ristrutturazione ricadranno interamente sui proprietari.

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