Omicidio Ara, la sentenza il 5 ottobre

Delitto di Ittireddu, il pm ha chiesto l’ergastolo per l’imputato Vincenzo Unali

ITTIREDDU. A distanza di due anni e mezzo dal suo avvio, si chiuderà quasi certamente il prossimo 5 ottobre il processo per l’omicidio di Alessio Ara, il 37enne di Ittireddu, ucciso il 15 dicembre del 2016 mentre stava entrando in casa della madre.

Ieri mattina la corte d’assise presieduta da Massimo Zaniboni ha ascoltato la parte conclusiva dell’arringa dell’avvocato Pietro Diaz, difensore dell’imputato Vincenzo Unali, allevatore di Mores, e ha rinviato ai primi di ottobre per eventuali repliche del pubblico ministero Giovanni Porcheddu e dei legali di parte civile Luigi Esposito e Ivan Golme. Subito dopo i giudici si ritireranno in camera di consiglio.

Per la difesa, le prove a carico di Vincenzo Unali sarebbero «insufficienti». A maggior ragione se devono reggere un impianto accusatorio finalizzato a ottenere una condanna all’ergastolo dell’imputato.

Non sono dello stesso avviso Procura e parti civili, allineate sulla richiesta del carcere a vita per l’allevatore che, secondo la loro tesi, avrebbe ucciso Alessio Ara perché non sopportava che avesse una relazione “segreta” con una delle sue figlie già impegnata con un altro uomo. Un giovane che condivideva con la famiglia Unali interessi lavorativi. Questo legame, insomma, non doveva interrompersi altrimenti – sempre secondo l’accusa – sarebbero saltati progetti economici importanti.

Una traccia di Dna recuperata su un indumento utilizzato dall’assassino per coprire il fucile sarebbe una prova schiacciante individuata dagli inquirenti a carico dell’imputato. Per la difesa, invece, quelle tracce apparterebbero a due persone distinte. (na.co.)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes