Sassari prepara le valigie è boom dell’emigrazione

Le statistiche del 2019 segnalano un aumento del 5% con 1750 fughe dalla città Calano i residenti e sono sempre più anziani, in 10 anni un terzo di bimbi in meno

SASSARI. Calano, di poco ma in maniera ormai inesorabile, i residenti. Recuperano le nascite, con una tendenza quinquennale che resta comunque negativa. Ma nemmeno si avvicinano al numero delle morti, quasi doppio. Un saldo in rosso non mitigato da quello migratorio, positivo, ma in calo. Anche perché, a fronte di un arrivo ridotto di stranieri (che, nonostante la percezione di molti, pesano solamente per il 4,4 per cento della popolazione totale), riprende alla grande la “fuga” migratoria, che sale del 5% rispetto al 2018, con 1750 persone che in un anno hanno fatto le valigie.

È una foto con poco chiaro e molte zone d’ombra quella scattata dal rapporto statistico sulla popolazione sassarese nel 2019. Un documento, pubblicato da ieri nel sito istituzionale del Comune, che fornisce una fotografia al 31 dicembre 2019 della città, focalizzando l’analisi sulle dinamiche demografiche e sull’invecchiamento che da anni sta interessando i residenti. Con numeri che sono per molti versi impietosi, e raccontano una comunità sempre più debole e disorientata.

Le dinamiche. I residenti nel Comune al 31 dicembre 2019 sono pari a 126.358. Rispetto all’anno precedente sono 392 in meno. Si tratta del secondo anno consecutivo in cui si registra un calo, confermando modelli già previsti e che andranno avanti nei prossimi anni. Sono 60.961 i maschi e 65.397 le femmine. La riduzione dei residenti è dovuta essenzialmente al saldo naturale negativo: i decessi sono stati maggiori delle nascite di 468 unità, a cui si aggiungono 72 unità in meno nel saldo iscrizioni/cancellazioni d’ufficio. Da segnalare la tendenziale discesa del saldo migratorio (immigrati – emigrati). Seppure positivo (+148 unità), nel 2019 ha registrato i numeri più bassi degli ultimi anni.

Natalità e fertilità. Il numero di nati nel 2019 è stato di 773, in recupero rispetto al 2018, ma la tendenza degli ultimi anni è negativa. Gli indici di fertilità sono lievemente negativi: nel 2019 si registrano 3 nati ogni 100 donne in età fertile (15–49 anni), contro i 3,2 di cinque anni prima. La quota di donne in età fertile è diminuita di oltre 2 punti percentuali rispetto al 2015.

Mortalità. Il numero di decessi nel 2019 è 1.241, in lieve diminuzione rispetto ai due anni precedenti. È in tendenziale aumento l’età media al momento del decesso con una marcata differenza fra uomini e donne. Si passa da 81 anni per le donne e 74 anni e sette mesi per gli uomini nel 2015, a quasi 82 anni e mezzo per le donne e 75 anni e mezzo per gli uomini nel 2019.

Invecchiamento. Le fasce d’età più rappresentate, nel 2019, sono quelle fra i 40 e i 69 anni, mentre dieci anni prima erano quelle fra i 30 e i 59 anni. La differenza più significativa confrontando gli anni 2009 e 2019 è nella fascia d’età fra i 30 e i 39 anni: si è passati da 19.364 cittadini a 14.086 (-27%). Dai 50 anni in su, è significativa la maggiore percentuale di donne. Rispetto a dieci anni fa, diminuisce la popolazione fino ai 19 anni e quella dai 20 ai 59. Aumentano gli ultra sessantenni. La variazione percentuale più forte riguarda gli over 80: sono aumentati in dieci anni del 47%.

I giovani. I bambini in età da nido sono 2.073. Rispetto a dieci anni fa sono 727 in meno. Il calo è evidente anche per i bambini in età da scuola dell’infanzia e scuola primaria (-532 e -406).

Gli anziani. La popolazione d’età compresa fra gli 80 e gli 89 anni rappresenta il 5,5% del totale (4,9% nel 2015).Il numero di cittadini d’età pari o superiore ai 90 anni è in crescita, passando da 1.099 nel 2015 a 1.386 nel 2019.

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