«Turisti in fuga, basta con le sorprese»

Il grido d’aiuto delle guide: messaggi contrastanti distruggono il poco che resta

SASSARI. Un anno orribile, ulteriormente rovinato dall’ultimo “balletto” settembrino sul test sierologico chiesto da Solinas per entrare nell’Isola, poi cassato dal Tar. È un grido di aiuto quello lanciato da un gruppo plurilungue di 12 guide turistiche unite nell’associazione “Centro Guide Sardegna” che opera a fianco di importanti tour operator e agenzie turistiche nazionali e internazionali da più di 30 anni, formando altre guide con un indotto di oltre 40 ulteriori professionisti. Un gruppo coeso e rappresentativo che scende in campo per «prendere posizione rispetto ai danni creati e ai rischi futuri, a tutela di tutti noi soci, della nostra professionalità e del nostro futuro».

Nel mirino la gestione dell’emergenza Covid. «Il nostro governo regionale – attaccano – ha fatto prima le sue sparate, come il passaporto sanitario, anziché proporre controlli concretamente realizzabili, ma volontari. Che hanno ingenerato la prima raffica di disdette. Poi siamo passati alle parole dell’assessore Chessa che prometteva “Una vacanza sicura in Sardegna, senza mascherine, guanti e prescrizioni”, per proseguire con la apertura delle discoteche senza controllo che ha portato al ben noto aumento dei contagi». Passato l’allarme agostano: «Si cominciavano a vedere timidi segnali di ripresa – continuano i membri dell’associazione – anche per qualcuno di noi, qualche gruppo per settembre o ottobre. Ma qui arriva l’ennesima doccia fredda, il decreto di Solinas. E così le disdette arrivano una dietro l’altra: anche gli ultimi Tour operator coraggiosi, che avevano cercato di organizzare tutto nel rispetto delle regole, e quindi di tutti noi, hanno gettato la spugna: troppa inaffidabilità. E ovviamente i gruppi cancellati non riguardano solo noi guide, ma gli alberghi, i ristoranti, i siti». Oltre al danno la beffa, perchP il decreto viene cassato dal Tar: «Il giorno della uscita del decreto ho dovuto organizzare veloce un test sierologico privato che ciascun cliente ha dovuto pagare –racconta un membro dell’associazione – perché i tedeschi prendono sul serio le regole. Partendo hanno saputo che non ci vuole più il test. Potete immaginare come si sono sentiti presi in giro»..

La paura, continuano le guide, è che: «Questo avrà pesanti conseguenze anche per la stagione 2021. Il rischio è che noi veniamo tagliati fuori dalle programmazioni, per paura di nuove "sorprese" e richieste/pretese inutili e irrealizzabili dell’ultimo minuto, questo a prescindere dall’evoluzione dell’emergenza Covid 19, che ci auguriamo rientri completamente». (g.bua)

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