Pattada, la minoranza si ribella

«Il sindaco non dice il vero sui fondi ereditati dalla precedente amministrazione»

PATTADA. Alle fine del mandato della giunta di Angelo Sini, arriva puntuale la critica del gruppo di opposizione Pattada Democratica: «Ci sentiamo in dovere di chiarire le ultime dichiarazioni del sindaco che così ha detto: “Cinque anni fa entrammo in Comune e nelle casse, dopo la stretta finanziaria del governo Monti, era presente esclusivamente un finanziamento da 100 mila euro per la realizzazione del nuovo cimitero”. Su questa frase – ha detto il gruppo di minoranza – ci preme ricordare che il dato di fine mandato dell’amministrazione Deiosso ammontava a quasi 6 milioni di euro mentre il suo è di 4 milioni e 320 mila euro. Considerata la situazione legata al Covid-19, abbiamo ritenuto in questi ultimi mesi di dialogare con la maggioranza. Pensavamo che questa chiarezza e rispetto reciproci continuassero anche negli immediati passaggi elettorali».

L’opposizione vuole precisare che l’importo dei lavori lasciati all’amministrazione Sini ammontano a oltre un milione di euro e non a 100 mila. Questi comprendono il risparmio energetico dell’edificio ospitante la scuola elementare, adeguamento spogliatoi del campo sportivo, messa in sicurezza della cappella cimiteriale e ampliamento del cimitero, realizzazione della condotta idrica dell'area produttiva, sistemazione dell’area “Sa Casina” e sistemazione della lottizzazione di Fronte Concas.

«Infine – aggiunge l’opposizione – ricordiamo i lavori nell’ex colonia, oggi struttura assistenziale “Casa Sabina”. I finanziamenti per la scuola invece, sono in capo al Comune dal 2015 nel bando “Iscola” nel quale la precedente amministrazione aveva individuato l'asse “I” che dava la possibilità di avere 500 mila euro in cassa senza spendere un solo euro. L’amministrazione Sini individua l’asse II facendo in modo di avere un cospicuo finanziamento ma spendendo circa 450 mila euro. A nostro parere un gravoso impegno per le nostre casse. Resta infine il rammarico che le somme del contenzioso Enel-lago Lerno, non abbiano visto il coinvolgimento della popolazione o di esperti che potessero programmare investimenti per i giovani”.

Elena Corveddu

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