Sassari, in quattromila senza pediatra: è rivolta

Due medici da 2mila pazienti sono già in pensione, entro l’anno chiuderanno altri 4 ambulatori

SASSARI. Se vuoi trasformare una mamma in un potenziale serial killer, prova a toglierle il pediatra. È il miglior ansiolitico in carne, ossa e stetoscopio inventato dalla medicina, e chi vive tra, nasi gocciolanti, influenze e bimbi malaticci, sa bene quanto sia vitale.

Perciò in questo preciso istante, a Sassari, ci sono come minimo 2mila mamme, orfane di due pediatri freschi di pensionamento, che hanno la spia rossa dell’ansia accesa. Alle quali, nell’arco di qualche mese, se ne aggiungeranno altre 4000, formando quindi un esercito di donne pronte a imbracciare i forconi e dirigersi sotto la sede dell’Ats. Per ora a essere messo a ferro e fuoco è il centralino (0792062469) e la casella di posta elettronica (sau.asslsassari@atssardegna.it), arroventati da messaggi e solleciti quotidiani. Ma il telefono resta perlopiù muto, e la risposta via mail arriva dopo settimane, se non mesi.

Le mamme, che non si danno per vinte, hanno anche creato un gruppo Facebook, “Sos Pediatra cercasi Sassari”, che conta oltre 1000 adesioni, dal quale poi è scaturito un comitato. La prima mossa è stata quella di inviare altre mail all’Ats, alle associazioni di categoria, al sindaco, alla Federconsumatori, e tra poco anche al Papa, per cercare di realizzare quello un piccolo miracolo: far nominare dei nuovi pediatri in modo che ogni bambino possa avere un medico di riferimento.

Perché a Sassari i pediatri sono una sorta di panda in estinzione, e il ripopolamento della specie non sembra essere nell’orizzonte della sanità.

In pieno lockdown sono andati in pensione Mariuccia Serra e Gavino Forteleoni. Secondo la normativa, ciascuno di loro avrebbe potuto gestire circa 900 pazienti, ma di fatto erano in costante overbooking, caricandosi anche 1200 bambini a testa. La ragione di questa patologica indigestione, definibile come “ultramassimalismo cronico” è semplice: il target di un pediatra dovrebbe essere la fascia di età che va dai 0 ai 6 anni. E sulla base di questo parametro, viene anche stabilito il numero di ambulatori che possono esercitare all’interno di una città. Peccato però che poi a un genitore venga concesso di tenere il proprio pediatra finché il bimbo non abbia compiuto i 14 anni. Ecco quindi che i conti sballano, perché il range di utenza nella realtà è 0-14, ma i pediatri in servizio sono rapportati sulla carta a una popolazione 0-6. Risultato: 8 pediatri per circa 14mila pazienti (0-14), quindi oltre 1700 clienti per ciascuno. Tradotto: overbooking, liste sature, elenchi chiusi, nessuna new entry. Alle mamme, idrofobe perché da settimane l’Ats non fornisce risposte, con le scuole ormai aperte e le regole anticovid a far scattare l’allarme per un candelotto di moccio, non resta che fare gli scongiuri perché i pargoli restino sani come pesci.

L’unica pezza che Ats è riuscita a porre, è la nomina provvisoria delle dottoresse Mariolina Azara e Paola Murgia. Le loro agende sono già zeppe e non si sa se l’incarico è semestrale o annuale. Non basta: a fine mese andrà in pensione anche la dottoressa Angius, dopodiché Alagna a fine ottobre, Senes a novembre e Solinas entro l’anno. Ecco schierato l’esercito di 4000 mamme: se non trovano un nuovo ambulatorio pronto ad accoglierle, non resta che rivolgersi al pronto soccorso pediatrico, per emergenza febbre, raffreddore e certificati. Ma anche in questo caso, parliamo di un medico di guardia e un infermiere. Risorse troppo esigue per far fronte a una simile domanda.

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