Scandalo in Vaticano, il vescovo di Ozieri difende Becciu: «Accuse inconsistenti viste da occhi mediocri»

«Al Papa va la sincera stima di Pastore. Con il suo carisma faccia primeggiare la verità e la dignità della persona»

SASSARI. Tra Pattada e Ozieri è nata, si è formata ed è cresciuta la vocazione di Angelo Becciu. A Pattada il cardinale “depotenziato” nei giorni scorsi dal papa è nato e nella vicina Ozieri, sede della Diocesi, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale. Qui Angelo Becciu è benvoluto e stimato. Qui la gente lo difende alle accuse che gli sono piombate addosso. Tra i difensori del cardinale anche il vescovo di Ozieri, Corrado Melis.

Monsignor Melis, ha avuto modo di leggere l'inchiesta del settimanale l'Espresso? E, se sì, che idea si è fatto?
«Sì, ho letto. Ne ricavo per prima cosa l’evidente tendenziosità del titolo: “soldi dei poveri al fratello”. Evidente insinuazione di una Chiesa che cammina da tutt’altra direzione da quella proposta da Papa Francesco. E qui vorrei far notare l’enorme affetto personale ed ecclesiale che il cardinal Becciu ha sempre testimoniato nei confronti del Santo Padre, raccontandolo e contagiandolo ad ogni occasione. Affetto ribadito “ho promesso che per il papa darò la vita!”, in occasione della conferenza stampa di venerdì 25. Sulle carte riportate è questione di punti di osservazione e soprattutto di occhi di chi legge: occhi di fede intelligente che vedono soldi del papa e dell’8xmille investiti per raggiungere persone e situazioni indigenti “esistenzialmente periferiche” (direbbe papa Francesco), oppure occhi di condanna mediocre alimentata da un’informazione sempre più coperta da assicurazioni professionali contro le querele e sempre meno guidata da etica e deontologia professionali».

L'interivsta completa sul giornale in edicola e nella sua versione digitale

WsStaticBoxes WsStaticBoxes