Calunnie al vigile di Ploaghe, 45enne davanti al giudice
SASSARI. «Sì, quel giorno, davanti all’ingresso del bar, Marini mi disse che stava preparando tutto per far degradare il comandante Giorgio Sini». In aula, nel processo per diffamazione e calunnia...
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SASSARI. «Sì, quel giorno, davanti all’ingresso del bar, Marini mi disse che stava preparando tutto per far degradare il comandante Giorgio Sini». In aula, nel processo per diffamazione e calunnia contro il comandante della polizia locale di Ploaghe Giorgio Sini – reati dei quali è imputato il 45enne di Codrongianos Alessandro Marini – sono stati sentiti alcuni testimoni del pubblico ministero. In particolare il vicesindaco Gerolamo Masala e un altro testimone che, sempre all’interno di un bar, aveva avuto un colloquio con l’imputato: «Quel giorno – ha raccontato al giudice Elena Meloni – Marini mi disse che finalmente avrebbe avuto la soddisfazione di vedere il comandante dei vigili con le manette, erano presenti anche altre persone». Sini aveva raccontato il tormentato periodo di calunnie subite che lo avevano costretto a rivolgersi all’avvocato Maurizio Serra perché lo tutelasse. «Andava a dire che giravo armato con una pistola quando chi mi conosce sa che le armi sono l’ultima cosa che mi interessa. E che trattavo male i colleghi dell’ufficio quando io ho sempre avuto un ottimo rapporto con tutti».
In aula anche il luogotenente dei carabinieri Antonello Canu: «Sini – ha spiegato – stava indagando su alcuni lavori in una chiesa campestre fatti da Marini, dei punti luce realizzati in abuso. Sentì delle persone per avvalorare quello che aveva scoperto».
Il processo proseguirà con altri testi. (na.co.)
In aula anche il luogotenente dei carabinieri Antonello Canu: «Sini – ha spiegato – stava indagando su alcuni lavori in una chiesa campestre fatti da Marini, dei punti luce realizzati in abuso. Sentì delle persone per avvalorare quello che aveva scoperto».
Il processo proseguirà con altri testi. (na.co.)
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