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Sassari

Puc, porto e rifiuti le pratiche sul tavolo del nuovo sindaco

di Gavino Masia
Puc, porto e rifiuti le pratiche sul tavolo del nuovo sindaco

Fondamentale lo sblocco dei lavori pubblici già appaltati Il recupero del Ponte romano e il decollo del Pit fluviale

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PORTO TORRES. Non avrà una scrivania sgombra il nuovo sindaco di Porto Torres. E dovrà subito individuare le priorità da affrontare. Intanto si dovrà occupare di rendere operativo il Piano urbanistico comunale. Ossia lo strumento per eccellenza che pianifica lo sviluppo socio-economico presente e futuro del territorio. La maggioranza pentastellata ha approvato di recente in consiglio le oltre 104 osservazioni al Puc – presentate da associazioni, cittadini e professionisti – e l’ufficio del Piano sta ora provvedendo ad apportare le modifiche agli elaborati prima di inviare tutta la documentazione all’attenzione della Regione. Un'altra incombenza importante riguarda l’affidamento in gestione dei due cimiteri comunali (via Balai e Ponte Pizzinnu), ancora in regime di proroga, valutando la proposta di project financing presentata da un poule di aziende e società cooperative. Tra un anno è invece prevista la scadenza dell’appalto relativo alla gestione dei rifiuti solidi urbani, servizio criticato sia dai cittadini sia dai consiglieri comunali, e sul tavolo comunale il nuovo sindaco troverà anche l’ipotesi di uno studio di fattibilità per riportare alla diretta competenza del Comune il servizio di raccolta attraverso la trasformazione societaria della Multiservizi. Una proposta già operativa in altri Comuni italiani e sardi, con costi competitivi e più bassi rispetto all'affidamento in appalto a società private. Secondo l’amministratore unico della società in house, però, occorrerebbe investire sull'acquisto di nuovi macchinari e attrezzature: beni strumentali che possono essere disponibili anche attraverso contratti di leasing.

Il nuovo primo cittadino dovrebbe anche fare da pungolo costante verso gli altri Enti pubblici che hanno già appaltato o devono appaltare lavori importanti nell’ambito comunale. Chiedere per esempio all’Autorità di sistema portuale di dare gambe agli appalti già assegnati per la riqualificazione dello scalo marittimo. Ci sono due grandi opere che dovrebbero garantire un nuovo volto al porto turritano, Antemurale a protezione delle navi che entrano in porto e mercato ittico, le cui procedure sono ancora bloccate a causa (dicono) degli iter autorizzativi previsti dal Ministero. Sono infatti trascorsi due anni dalla firma tra l’Autorità e l’azienda Sales di Roma per l’avvio degli interventi previsti. Si tratta di un appalto aggiudicato per un totale di circa 29 milioni e 241mila euro, che nel protocollo firmato a dicembre 2019 a Cagliari, comprendeva il contratto d’appalto sia per la realizzazione dei lavori di prolungamento dell’Antemurale di ponente che per la resecazione della banchina Alti fondali del porto civico. Una autorizzazione in corso d’opera, sollecitata dal presidente della Regione Christian Solinas, è quella che riporta la realizzazione dei cassoni in un’area industriale di Porto Torres. Obiettivo che era contemplato nell’offerta presentata in gara e che dovrebbe permettere ricadute economiche sul territorio. Il lungo periodo di lockdown ha rallentato non poco la definizione della progettazione relativa al completamento del mercato ittico. L’importo dei lavori di riqualificazione dell’opera pubblica è di circa 3 milioni di euro e la proposta è stata studiata dall’ufficio tecnico della sede di Porto Torres dell’Autorità di sistema portuale. Ci sono poi i progetti per il restauro di ponte Romano (3 milioni e 350mila euro), monumento simbolo della città, e quello relativo al Pit fluviale, finanziato ben 17 anni fa dalla Regione con circa 6 milioni e 500mila euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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