Sassari, spranga contro i carabinieri: sconterà sei mesi

Per fermare Franco Niort i militari avevano usato spray al peperoncino. Il video era diventato virale

SASSARI. Prima, nel corso di una video diretta facebook, aveva manifestato il timore che un figlio detenuto potesse commettere qualche gesto inconsulto all’interno del carcere, poi era uscito di casa con in mano un coltello e una spranga e per qualche minuto aveva perso completamente la testa, accanendosi contro un’auto in sosta, fino all’arrivo dei carabinieri.

Qualcuno dalle finestre aveva filmato tutta la scena e subito dopo aveva dato i video in pasto alla giungla dei social network. Le immagini dell’uomo di 46 anni che prima colpisce con una spranga una macchina (risultata la sua) e poi affronta i carabinieri con la stessa spranga e con in mano un coltello lungo 35 centimetri – prima di essere fermato con lo spray al peperoncino e poi immobilizzato – avevano fatto il giro della chat di watsapp e raccolto migliaia di like e condivisioni nei gruppi facebook più cliccati dai sassaresi.

Ieri mattina Franco Niort, difeso dall’avvocato Marco Palmieri, è stato assolto dall’accusa dei danneggiamenti, avendo dimostrato che la macchina presa a sprangate era la sua, ed è stato condannato a sei mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena per resistenza e porto di spranga. Il movimentato episodio era accaduto a fine febbraio verso le 23, all’angolo tra via Flumenargia e via Nurra, nel quartiere di Monte Rosello. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, era sceso per strada – e come si vede dalle immagini che avevano fatto il giro della rete – ha iniziato a prendere a sprangate la sua auto. Quando i carabinieri erano arrivati a pochi metri da lui, aveva prima poggiato la spranga sull’asfalto ma poi, dopo averla ripresa, si era avvicinato a loro con fare minaccioso. Non riuscendo a farlo calmare, i militari avevano dovuto usare lo spray al peperoncino prima di immobilizzarlo a terra per mettergli le manette. La scena era stata seguita per strada da diversi parenti dell’uomo che prima avevano inviato il 46enne a non fare fesserie, ma subito dopo quando i carabinieri lo avevano bloccato a terra per ammanettarlo avevano inveito contro gli stessi militari. «Chiamate la polizia» aveva urlato una delle persone presenti. E in effetti poco dopo era sopraggiunta anche una volante della questura per dare manforte ai carabinieri. (l.f.)

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