Sul web anche le grandi fiere internazionali

La Confindustria del Nord Sardegna per l’agroalimentare e la ristorazione ha scelto “Miide”

SASSARI. In tempi di Covid anche i grandi raduni commerciali e gli appuntamenti più importanti devono trovare strade alternative e la prima è sicuramente quella digitale. Senza le fiere e i grandi appuntamenti dei diversi settori, l’agroalimentare e la ristorazione stanno cercando di utilizzare una piattaforma di e-commerce per promuovere e vendere sul mercato internazionale i prodotti di eccellenza dei settori del food e della ristorazione del Made in Italy: si chiama “Miide” (Made In Italy Digital Expo) ed è la più grande fiera/vetrina digitale internazionale con prodotti certificati, nata per le esigenze dell’agroalimentare e poi estesa anche ad altri settori.

Anche la Confindustria del Nord Sardegna vuole adeguarsi e ha promosso un webinar per illustrare nel dettaglio lo strumento alle proprie aziende associate del settore dell’agrifood. Sono intervenuti in videoconferenza i referenti nazionali Alessandro Trombetta e Monica Mereu, coach Sardegna, e locali Andrea Perra e Raffaele Lecca. È stato quest’ultimo a illustrare nel dettaglio “Miide”. Grazie a 15 export manager, 42 buyer internazionali potranno piazzare sul mercato grandi quantitativi di merce da una piattaforma digitale che non farà però vendite online direttamente al consumatore ma offrirà alle aziende che vorranno aderire la possibilità di valorizzare ed esportare le produzioni. Saranno infatti i buyer a svolgere questo compito. Le aziende che aderiranno al servizio accedendo a un portale e segnalando i propri prodotti avranno a disposizione servizi per andare nei mercati mondiali.L’iniziativa è inserita in un progetto più ampio dedicato alle produzioni di eccellenza, “Rialzati Italia”, e gode della condivisione di Simest, la società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti che sostiene l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Dallo scorso marzo la piattaforma è attiva con le aziende che stanno già ricevendo ordini. Già 12 buyer, di India, Cina ed Emirati Arabi, hanno mostrato interesse. Chiedono in particolare le eccellenze regionali. Un mercato insomma nel quale le aziende sarde (il settore nell’isola può contare su circa duemila imprese), ancora non presenti nella piattaforma, potrebbero inserirsi con successo.



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