Duecentomila euro per la domus romana

I fondi arrivano dal Mibact e dalla Regione. Il soprintendente Billeci: «Lo scavo potrà essere ampliato»

PORTO TORRES. Due distinti finanziamenti, per un totale di 200mila euro, per completare l’indagine archeologica, restaurare e rendere fruibile la splendida domus mosaicata scoperta lo scorso mese di giugno in occasione dei lavori della rete del gas, proprio davanti all’ormai ex sede operativa della Soprintendenza Abap, in via Ponte Romano 79.

È questo il frutto del lavoro congiunto tra la Soprintendenza guidata da Bruno Billeci e la passata amministrazione del sindaco Wheeler, che aveva scritto al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e all’assessore regionale al turismo Gianni Chessa per chiedere finanziamenti.

Dopo qualche mese, la positiva risposta con un doppio finanziamento: 100mila euro dal Mibact, destinataria la Soprintendenza Abap; 100mila euro dalla Regione al Comune di Porto Torres. Ovviamente è necessario far confluire i denari in un unico intervento coordinato dalla Soprintendenza per raggiungere il miglior risultato possibile. Per i tempi di realizzazione bisognerà attendere le interlocuzioni tra le due istituzioni.

«L'intervento già effettuato, con carattere d'emergenza e entro la carreggiata di un asse viario, ha potuto mettere in luce solo una limitata porzione della struttura – afferma il soprintendente Billeci –; era pertanto urgente reperire i fondi per un allargamento del saggio di scavo, il restauro delle strutture e dei mosaici, la predisposizione di una copertura e di un sistema di accesso per la valorizzazione dell’area individuata, posta a brevissima distanza dall’area archeologica di Turris Libisonis, e pertanto suscettibile di aggiungere un importante tassello alla conoscenza e alla fruizione dell’unica colonia romana presente in Sardegna».

Gli obiettivi prioritari sono innanzitutto la riapertura del saggio, attualmente sigillato con interdizione al traffico veicolare, per evitare un eccesso di carico sulla struttura archeologica, e l'allargamento dello scavo, finora limitato a un saggio di ridotte dimensioni (9x4 metri). «Ciò consentirà di avere un quadro più completo delle fasi cronologiche e soprattutto dello sviluppo planimetrico della struttura individuata», afferma Bruno Billeci sottolineando inoltre la particolare urgenza nel procedere al restauro della pavimentazione musiva. «Per quanto molto ben conservata, presenta alcune lacune che, se non debitamente consolidate, potrebbero provocarne il degrado. Anche le strutture murarie necessitano di restauro», spiega il Soprintendente.

Emanuele Fancellu

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