«Basta coi ritardi nella consegna dei pannoloni»

Lo sfogo della madre di una disabile: «La fornitura di dicembre non arriva, le famiglie sono in crisi»

SASSARI. Ci risiamo. Il 2020 se ne sta andando con tutte le difficoltà che ha comportato e tra queste c’è sicuramente, per disabili e allettati, quella degli inspiegabili ritardi nella fornitura di pannoloni e traverse da parte dell’Ats. A indignarsi, per il mancato arrivo alla scadenza di dicembre del lotto di presidi sanitari da utilizzare per tre mesi, la madre di una giovane invalida.

«Sono sconcertata che ancora una volta non si rispettino i diritti della fascia di popolazione più debole – protesta Graziella Usai – e non riesco a capacitarmi che il servizio sia stato contrassegnato, da quando il sistema è passato dalle farmacie all’appalto con una ditta privata, da una serie di disagi per le nostre famiglie e gli assistiti». Graziella Usai non ne fa solo una questione personale ma vuole far sentire la sua voce anche per quanti, sfiniti da una procedura che ha causato molti disguidi, sono persino stanchi di lamentarsi. «Non è possibile che in un anno di forte crisi economica, con famiglie che hanno perso il lavoro e lottano persino per mangiare, si privi di una fornitura gratuita indispensabili a garantire la cura personale di chi vive in una situazione di svantaggio», sottolinea con forza. Se i pacchi non arrivano dobbiamo acquistarli di tasca nostra. Sono centinaia di euro. E non parlo tanto per me, appunto, ma perché sono venuta a conoscenza di situazioni gravi, con familiari di disabili in gravi difficoltà economiche che non sanno dove sbattere la testa e possono contare, quando possono, solo sull’aiuto di parenti e amici e su quello di associazioni caritatevoli. Ma così si calpesta la dignità delle persone – è lo sfogo della donna –. Quando ho visto che i pannoloni per mia figlia non sono arrivati puntualmente mi sono immediatamente messa in moto per sapere il perché del ritardo. Inutile dire che non ho ottenuto risposte nonostante abbia chiamato il numero verde e gli altri recapiti telefonici a cui dobbiamo rivolgerci per il servizio. Ovviamente ho acquistato nel frattempo quello che mi era necessario. Ma mi chiedo se sia giusto che il sistema periodicamente si inceppi, quando invece, in passato tutto funzionava e trovavamo la massima disponibilità dalle farmacie. Ancora non comprendo le ragioni del perché si sia cambiata una modalità collaudata per poi farci ritrovare nell’incertezza». (p.f.)

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