Terremoto in Comune a Sassari: «Il patto con Campus per evitare elezioni in emergenza Covid»

Licheri: il nostro veto riguarda solo Lega, Fdi e Forza Italia. Una scelta condivisa dalla base e dai vertici nazionali M5S 

SASSARI. Alla fine è stato un outing per nulla inaspettato. Il matrimonio civico-pentastellato di Palazzo Ducale, prima clandestino ma non troppo, e ora ufficiale, però fa molto discutere. C’è chi storce il naso nella coalizione di Nanni Campus, perché non ha mai condiviso il “vaffa” e il modo di far politica dei 5 Stelle. C’è chi critica l’entrata in maggioranza anche all’interno del Movimento. Chi invece non ha dubbi sulla bontà della scelta è il capogruppo M5S in Senato Ettore Licheri.

«Decisione giusta e responsabile. Gettare i sassaresi in pasto ad un’elezione nel pieno di una emergenza sanitaria sarebbe stata una follia. Ma Sassari si sa non è nuova a ricatti politici sulla pelle dei cittadini».


Da grimaldello per scalzare la “vecchia politica”, dal “tutti a casa”, via i pensionati dai banchi del Consiglio, il M5s ora non sta diventando la stampella per tenere in piedi “quella classe” tanto vituperata?

«La coalizione civica che ha vinto le elezioni e che siede in Consiglio ha portato tante facce nuove: professionisti, impiegati, commercianti che hanno deciso di scendere in politica per la prima volta. Un tentativo di liberare la città dall’assedio delle vecchie logiche di partito che hanno tenuto in ostaggio il povero Nicola Sanna per buona parte del suo mandato. La vecchia politica la scalzi portando nuove idee nuovi progetti. Questa è la vera sfida verso il futuro».

Avete posto delle condizioni o è stata adesione senza sé e senza ma?
«Abbiamo posto al sindaco due richieste: un contratto di programma e una conventio ad excludendum: noi appoggiamo solo coalizioni civiche se restano lontane dal governo Forza Italia Lega e Fratelli d'Italia. Ci vorranno anni per rimediare ai disastri che stanno compiendo questi partiti di destra alla Regione non potevamo permetterci che si impadronissero anche della città di Sassari».

Maurilio Murru presidente del Consiglio era propedeutico all'accordo formale? Era già tutto nei patti?
«Assolutamente no. Maurilio Murru è stato votato dai nuovi consiglieri comunali un anno e mezzo fa per le doti umane e le capacità politiche dimostrate nel tempo. Evitare alla città un vuoto politico proprio quando i nostri sanitari stanno compiendo il massimo sforzo per salvare i nostri concittadini sarebbe stato un pessimo segnale per tutti».

Il M5S non era il Movimento contrario alle alleanze? Che preferiva correre da solo piuttosto che mischiarsi con la vecchia politica? Ora al governo è con il Pd, a livello locale con una coalizione di centrodestra. Trasformazione notevole: da movimento contro gli accordi, a movimento delle alleanze.
«Gli iscritti del Movimento hanno votato già da tempo l’apertura alle alleanze con le liste civiche. L’essere un movimento post-ideologico sta proprio in questo. Il Movimento è esso stesso una grande coalizione civica di cittadini. L’unica condizione che riteniamo indispensabile per il bene dei cittadini è tenere lontano dal governo dei territori le forze politiche di destra che anche in questi giorni stanno mostrando la loro irragionevolezza sulla gestione del Covid».

Il progetto civico di Campus appare sbilanciato a destra. Infatti tra i consiglieri e sostenitori ci sono anche ex simpatizzanti di Casa Pound.
«Ma perché definirla una lista civica di destra se all’opposizione di quella lista c’è la Lega, Fratelli d’Italia, e Forza Italia? Se fosse stata di destra queste tre forze ci sarebbero state dentro, giusto?».

Ha visto i video collage che girano sui social? Licheri e Murru candidato a sindaco, in campagna elettorale, che attaccate Nanni Campus e gli altri “matusa” che per i 5 Stelle avevano già fatto il loro tempo. Che effetto fa vedere quelle immagini e riascoltare quelle parole?
«In campagna elettorale ogni candidato si confronta con i propri concorrenti: questa è un’ovvietà che per scoprire non occorre andare sui social. Poi c’è il momento della responsabilità. Quello stesso momento che a livello nazionale abbiamo vissuto nell’estate del 2019: quando piuttosto che gettare il paese in una crisi alla vigilia, dall’inizio della legge di bilancio, con l’incubo di dover scongiurare l’aumento delle tasse di 20 miliardi per le clausole di salvaguardia, abbiamo trovato un’intesa col Pd. Sono i problemi dei cittadini che devono governare la politica, e non il contrario».

Vi siete confrontati a livello nazionale su questa scelta di campo a Sassari? Che dicono i vertici e la base?
«Piena condivisione del Movimento che sul sostegno alle coalizioni civiche si è espresso per voto dei suoi iscritti ben due volte in piattaforma . Pieno appoggio della base territoriale a tagliare i partiti di destra dal governo della città di Sassari nel suo momento più drammatico dal dopoguerra ad oggi».

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