Recovery Fund, le richieste del Sassarese: il futuro green della Rete tra onde, sole e idrogeno

I sindaci del territorio vogliono sedersi al tavolo delle decisioni. In una lettera alla Regione le linee di indirizzo per uno sviluppo sostenibile

SASSARI. Trasformazione del sistema energetico territoriale in ottica green, con decarbonizzazione, fonti rinnovabili, onde e idrogeno. E riduzione del divario infrastrutturale, con particolare riferimento al potenziamento della rete ferroviaria regionale per la mobilità interna delle persone e delle merci. Mette i piedi nel piatto la Rete Metropolitana, intenzionata a «contribuire alla più ampia strategia che la Regione sta negoziando con il Governo nazionale nell’ambito del Recovery Fund». Per questo l’assemblea della Rete, che riunisce i comuni Alghero, Castelsardo, Porto Torres, Sassari, Sennori, Sorso, Stintino e Valledoria, venerdì ha approvato all’unanimità un documento con le linee di indirizzo e ieri mattina ha inviato una lettera con i contenuti principali al presidente Christian Solinas e all’assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio, Giuseppe Fasolino.

Nel testo, oggetto di un percorso partecipativo che coinvolge i principali attori istituzionali, economici e sociali del territorio, la Rete vuole evidenziare «le idee forza prioritarie per aprire nuove prospettive di rilancio e sviluppo sostenibile del territorio del Nord-Ovest dell’Isola e con esso di tutta la Sardegna».

Due le idee su cui l’assemblea ha deciso di puntare con forza. La prima riguarda la trasformazione del sistema energetico territoriale, in un’ottica green, conseguente alla progressiva de-carbonizzazione e alla sostituzione delle attuali centrali con impianti di generazione basati su fonti rinnovabili. «Tra esse – precisa il documento – quale scelta connessa alle caratteristiche peculiari delle coste del nostro territorio, l’energia prodotta dalle onde e da moto ondoso; e sull’utilizzo prevalente della energia pulita così prodotta per la produzione di idrogeno verde, quale “combustibile” per le esigenze produttive, civili e della futura mobilità sostenibile».

Una “gamba” che però si regge solo con un altro intervento atteso quando fondamentale: la riduzione del divario infrastrutturale, con particolare riferimento al potenziamento della rete ferroviaria. «Grazie alle disponibilità finanziarie del Recovery Fund – si legge nella nota inviata a Solinas e Fasolino – , lo Stato è chiamato finalmente a superare le difficoltà e le ristrettezze che hanno sempre impedito di realizzare i necessari interventi infrastrutturali per la mobilità e la Sardegna potrebbe finalmente colmare il proprio divario».

«Servono collegamenti veloci, efficienti, sicuri e non inquinanti. Non vi possono essere dubbi sul fatto che sia indispensabile alleggerire le principali direttrici stradali dell’Isola dal sovraccarico di auto e mezzi pesanti – conclude la lettera inviata al presidente delle Regione e all’assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e assetto del territorio -. È necessaria una scelta strategica irrinunciabile e trasversale per qualsiasi nuovo disegno di sviluppo. Serve una rete ferroviaria moderna, quanto più possibile rettilinea ed a doppio binario, dotata dei normali standard nazionali ed europei ed in prospettiva, anche grazie proprio agli sviluppi tecnologici precedentemente descritti, percorsa da treni ad idrogeno verde. Solo così ogni nostro Comune, dal più grande al più piccolo, delle coste come dell’interno, potrà sfruttare, un sistema regionale di trasporto sicuro e non inquinante, e collegarsi, con efficienza ed efficacia, alle principali direttrici del traffico, ai principali centri urbani a più alto sviluppo economico ed a maggiore offerta culturale, ai nostri porti e agli aeroporti, e tramite loro, con il resto del continente e del mondo. Una dorsale ferroviaria ramificata e con questi standard, rappresenta certamente il più importante investimento strategico per il futuro»..



WsStaticBoxes WsStaticBoxes