Focolaio in clinica Medica l’inchiesta non si ferma

Sentiti in Procura operatori del reparto come persone informate dei fatti Le indagini erano partite lo scorso marzo dopo il boom di contagi negli ospedali

SASSARI. Sono stati sentiti in Procura come persone informate sui fatti alcuni operatori del reparto di Clinica medica che lo scorso gennaio era stato colpito da un nuovo focolaio Covid.

Indagini che rientrano nell’ambito dell’inchiesta madre che aveva – e ha – come obiettivo quello di individuare eventuali responsabilità per ciò che accadde nella prima drammatica fase in cui esplosero i contagi negli ospedali di Sassari. Il procuratore Gianni Caria e il sostituto Paolo Piras non hanno mai smesso di lavorare su questo fronte e il lavoro degli inquirenti andrà avanti anche nelle prossime settimane. Attività di routine quando si verificano focolai in ambiente sanitario o nelle Rsa.

A gennaio era successo all’interno dell’Aou: nel reparto di Clinica medica erano risultati positivi 14 pazienti, in pratica la metà dei ricoverati, e contagiati anche sei operatori tra medici, oss e infermieri. L’Azienda allora aveva immediatamente provveduto a eseguire uno screening a tappeto per cercare di circoscrivere il focolaio. In un primo tempo i 14 pazienti erano rimasti all’interno di Clinica medica, un’area che durante la fase acuta dei contagi era stata convertita in zona Covid proprio per accogliere i positivi. Ma da qualche settimana era tornato a essere un normale reparto di degenza con 30 posti letto. Poi però la direzione aveva preferito smistare i contagiati negli altri reparti specificatamente Covid, allestiti tra l’ospedale civile e le palazzine di viale San Pietro. La Procura dovrà accertare se la falla, così come era accaduto durante la prima ondata, potrebbe essersi creata nel filtro del pronto soccorso.

Per questo nei giorni scorsi gli inquirenti hanno convocato una quindicina fra infermieri e medici della Clinica medica e di Medicina interna dell’Azienda ospedaliera universitaria. Alcuni sono già stati sentiti come persone informate dei fatti, un’altra parte sarà ascoltata nei prossimi giorni.

La lente d’ingrandimento della Procura della Repubblica punta a stabilire se il dilagare dei contagi negli ospedali sassaresi e nelle case di riposo possa essere attribuito a qualcuno in particolare. Se ci siano state delle mancanze nell’organizzazione del sistema di emergenza, che nella prima fase critica avrebbe presentato qualche deficit non impedendo in questo modo al virus di diffondersi tra medici, operatori, pazienti e ospiti.

Il lavoro degli inquirenti non si è mai interrotto, a Sassari come in altre realtà dell’isola. Altre inchieste sono infatti aperte nelle Procure di Oristano sulla gestione dell’emergenza, a Tempio Pausania e Cagliari sulla riapertura delle discoteche la scorsa estate e a Lanusei sui protocolli per la vaccinazione e la sanificazione dei locali ospedalieri. (na.co.)

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