Offese e aggressioni, marito assolto

Il giudice chiede alla Procura di valutare se la ex moglie abbia raccontato falsità

SASSARI. Quelle accuse di maltrattamenti che la moglie aveva messo nero su bianco in una denuncia e che avevano fatto finire il marito in tribunale si sono trasformate in una sorta di boomerang. Perché all’esito del processo non solo l’uomo è stato assolto «perché il fatto non sussiste» ma nei confronti della ex coniuge il giudice Sergio De Luca ha disposto la trasmissione degli atti in Procura perché siano valutati eventuali profili di responsabilità penale in relazione alla querela da lei presentata e alla testimonianza resa in aula.

Durante il dibattimento l’avvocato difensore Antonello Urru ha tentato di smontare il castello di accuse costruito dalla donna (parte civile con l’avvocato Tiziana Barranca) chiamando a testimoniare diverse persone che non avrebbero mai confermato davanti al giudice i maltrattamenti. Lo stesso medico di famiglia non avrebbe mai rilevato segni di violenza sul corpo della signora e quel problema all’orecchio che lei attribuiva a un colpo datole dal marito in realtà sarebbe stato determinato da un’infiammazione di vecchia data legata a un’otite.

Nel decreto del gup che disponeva il giudizio nei confronti dell’imputato si parla di offese e umiliazioni che la donna avrebbe subìto durante il matrimonio, ma anche di «aggressioni con spintoni, tirate di capelli e, in un’occasione, con un pugno sul volto».

Nel corso del processo sono stati prodotti anche alcuni sms che la moglie avrebbe inviato al coniuge e nei quali gli avrebbe chiesto perdono. Messaggi per i quali – incalzata dalle domande dell’avvocato Urru – non avrebbe saputo fornire giustificazioni.

A conclusione dell’istruttoria dibattimentale sia il difensore dell’imputato che lo stesso pubblico ministero Ilaria Achenza hanno chiesto l’assoluzione dell’uomo non rilevando a suo carico alcuna prova. Le accuse erano basate esclusivamente sul racconto della moglie che non sarebbe però stato supportato da riscontri certi. E anzi la sua testimonianza avrebbe sollevato più di qualche dubbio. Tra i testi della difesa, oltretutto, è stata sentita anche la sorella dell’imputato la quale ha raccontato di aver visto un giorno la cognata dare uno schiaffo a suo fratello.

Il giudice dopo la lettura del dispositivo ha chiesto alla Procura di valutare la posizione della donna.

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