Omicidio Fara: perizia sui cellulari

Dettori era ospite dal barista da più di un mese. Gli inquirenti visionano le chat per ricostruire i rapporti intercorsi tra i due  

SASSARI. Nei prossimi giorni un tecnico informatico estrarrà dai cellulari di Antonio Fara, il barista 47enne ucciso, e di Claudio Dettori, il 24enne accusato di omicidio, le conversazioni su Whatsapp. I due infatti si frequentavano da oltre un mese, e in quest’arco temporale il ragazzo è stato ospitato diverse notti nell’abitazione di via Livorno. Claudio Dettori, dal carcere di Bancali, continua a professarsi innocente, e secondo la sua versione le chat dimostrerebbero il rapporto di amicizia e gratitudine tra lui e il barista.

Ieri il suo avvocato difensore Marco Salaris, assieme al legale nominato dai genitori Claudio Mastandrea, sono andati a trovarlo in carcere. «È sempre in isolamento, è abbastanza provato, e continua a ripetere di trovarsi lì ingiustamente». Oltre alle perizie sui telefonini, gli avvocati attendono di visionare gli atti completi, con tutti i riscontri sulle impronte, con le analisi istologiche, con i referti sulle tracce di sangue. E ancora: devono ancora vedere i filmati ripresi dai circuiti di videosorveglianza del condominio e dei palazzi vicini.

Secondo gli inquirenti dalle sequenze immortalate dalle fotocamere si risalirebbe all’identità dell’omicida, il quale, sarebbe piuttosto riconoscibile. Sono proprio i video il primo elemento che incastrerebbero in maniera inequivocabile Claudio Dettori. In uno dei filmati si vedrebbe proprio il giovane che manomette una fotocamera.

Ma ancora, in questa fase delle misure cautelari, non sono state ancora prodotte agli atti le prove con riscontri oggettivi. Per gli esami istologici, ad esempio, occorreranno anche trenta giorni, e anche per altre refertazioni i tempi sono lunghi. Quindi il quadro accusatorio, che pure si preannuncia molto articolato, ancora deve essere delineato con diversi elementi.

Intanto anche la sorella di Antonio Fara, Ilenia, assieme al padre Giampiero, hanno nominato l’avvocato Simone Pisano in attesa di costituirsi parte civile.

L’appartamento di via Livorno è ancora sotto sequestro e dovrebbe essere restituito ai familiari tra qualche giorno. I Ris di Cagliari, dal momento del ritrovamento del corpo, avevano posto i sigilli e rilevato ogni traccia sulla scena del delitto. L’omicida aveva provato a cancellare le impronte pulendo ogni cosa con la varecchina.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes