Nuova grana per Gretas i cassonetti sono sbagliati

I 1300 nuovi contenitori installati per carta e plastica si aprono con le mani  Il Comune: vanno sostituiti tutti o ci sarà una sanzione di 75mila euro al giorno

SASSARI. I tanto attesi cassonetti nuovi sono arrivati e sono già presenti nelle vie della città. Peccato che siano del modello sbagliato. E che la Rti formata da Ambiente Italia, Formula Ambiente e Gesenu sarà costretta a sostituirli, pena una maxi penale che potrebbe arrivare alla mirabolante cifra di 75mila euro al giorno.

Non sembra essere nato sopra una buona stella il mega appalto per la raccolta rifiuti cittadina: 130 milioni per 6 anni e 6 mesi, una giornata di sciopero già “in cassa” con relazioni sindacali ai minimi termini (e Fp Cgil pronta ad altri due giorni di astensione del lavoro a fine maggio), centomila euro di penali già erogate in soli tre mesi e mezzo, una “variante” pronta a essere licenziata dagli uffici, per mettere a punto (a costo zero) un servizio che è partito male e prosegue anche peggio. E Palazzo Ducale che, dopo la discesa in campo in prima persona del sindaco per «fare da cuscinetto» che sta iniziando a perdere la pazienza, anche perché i sei mesi di “avviamento” stanno per scadere, e molti dei nodi venuti al pettine sono tutt’altro che risolti.

Uno di questi era l’arrivo dei nuovi mezzi e dei nuovi cassonetti, con le vecchie batterie ormai in condizioni pietose. Un’operazione che la Rti ha iniziato lo scorso 14 aprile, promettendo di sostituire entro il primo giugno i circa 1800 contenitori per l’umido (509), carta e cartone (658) plastica e alluminio (667). Tutto fatto, o quasi.

I nuovi cassonetti per carta e plastica installati sono infatti del modello sbagliato. Teoricamente infatti i contenitori devono avere delle feritoie nel caso del cartone e dei “buchi” nel caso della plastica, per garantire che i rifiuti siano conferiti nella maniera corretta e non nel classico “bustone” tanto caro ai sassaresi.

Vista l’allergia locale per tale soluzione, con i cassonetti della passata gestione che sono stati immediatamente “forzati”, il Comune aveva però deciso di essere un po’ elastico, lasciando la scelta tra i cassonetti classici o un modello “senza aperture” ma a pedale.

Peccato che la Rti formata da Ambiente Italia, Formula Ambiente e Gesenu abbia scelto una terza via, non contemplata e giudicata dagli uffici del settore Ambiente assolutamente non congrua con l’appalto. I contenitori già presenti nelle strade non hanno infatti né aperture né pedale, e devono essere aperti a mano. Operazione già non particolarmente igienica e completamente sconsigliabile ora , con l’emergenza pandemica in corso.

Abbastanza per scrivere una “letteraccia” alla Rti chiedendo di sostituire immediatamente i circa 1300 cassonetti “sbagliati” se non vuole incorrere nella sanzione prevista: 50 euro al giorno per ogni cassonetto che non risponda ai criteri fissati dall’appalto.

La cifra è mostruosa, anche perché le lamentele del Comune riguardano anche i circa 500 contenitori per l’umido installati in questi giorni in tutte le vie cittadine. In questo caso il sistema di apertura a pedale è presente, ma è talmente mal congegnato che nella gran parte dei contenitori si è già spaccato, costringendo anche in questo caso gli utenti ad aprire il contenitore (non tra i più puliti per la tipologia di rifiuti raccolta) con le mani.

Conti alla mano si potrebbe arrivare insomma a una multa di 75mila euro al giorno. Con Palazzo Ducale che sta lasciando qualche giorno all’azienda per rispondere, e cercherà di non calcare la mano, ma non sembra disposto a nessun passo indietro.

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