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Sassari

tentato omicidio 

Al Riesame il caso dell’architetto che ha accoltellato la moglie

Al Riesame il caso dell’architetto che ha accoltellato la moglie

SASSARI. Ha presentato un’istanza al tribunale del Riesame l’avvocato Giovanna Simula, difensore dell’architetto sassarese accusato del tentato omicidio della moglie psichiatra. I giudici dovranno...

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SASSARI. Ha presentato un’istanza al tribunale del Riesame l’avvocato Giovanna Simula, difensore dell’architetto sassarese accusato del tentato omicidio della moglie psichiatra. I giudici dovranno pronunciarsi sulla richiesta di un alleggerimento della misura nei confronti dell’uomo che si trova rinchiuso nel carcere di Bancali.

Qui una settimana fa si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al giudice delle indagini preliminari Giuseppe Grotteria. Il professionista di 58 anni era stato arrestato dai carabinieri della sezione operativa dopo aver accoltellato la moglie alla gola con un taglierino all’interno del loro appartamento di via Asproni.

Ancora sotto choc a distanza di giorni dall’accaduto aveva preferito non sottoporsi all’interrogatorio, ma aveva rilasciato dichiarazioni spontanee durante le quali si era detto particolarmente addolorato per la figlia sedicenne (che ha assistito all’aggressione) aggiungendo di essere molto legato a lei.

Era stata proprio l’adolescente a dare l’allarme quel pomeriggio. La ragazza si era affacciata alla finestra per chiedere aiuto e aveva richiamato l’attenzione dei vicini e delle persone presenti per strada. Alcune persone erano riuscite a disarmare l’architetto e a far scattare i primi soccorsi per la donna di 48 anni che perdeva molto sangue, grazie a un medico che abita nello stesso palazzo. Mentre la psichiatra ferita veniva accompagnata in ospedale a bordo di una ambulanza del 118, il marito era stato preso in consegna dai carabinieri, dopo la medicazione al polso sul quale si era procurato una ferita con lo stesso taglierino. Poco dopo era scattato l’arresto per tentato omicidio e l’uomo era stato trasferito in carcere. All’origine dell’aggressione ci sarebbero motivi di gelosia.



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