I commercianti: «Affidateci Garibaldi»
Ozieri, lettera al sindaco affinché possano prendersi cura del cane del quartiere
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wOZIERI. I commercianti di piazza Garibaldi tornano alla carica per chiedere l’affidamento del cane mascotte della piazza, e con una richiesta presentata due giorni fa al sindaco ribadiscono la loro volontà di prendersi cura del cucciolone fulvo. «Sono ormai almeno quattro anni - dicono i richiedenti - che i sottoscritti si occupano materialmente del cane, offrendo ad esso per tutti i 365 giorni dell’anno affetto, acqua, cibo e riparo, Le rinnoviamo pertanto le precedenti richieste, utili a soddisfare le normative in tema di benessere e tutela degli animali. Certi della sua nota sensibilità nei riguardi del benessere animale, altrettanto certi di una sua puntuale e positiva risposta, porgiamo distinti saluti». Questo il succo della lettera dei commercianti, che contiene in realtà molte altre precisazioni in merito. A cominciare dalla mancata risposta alla loro prima richiesta, datata marzo, e a una seconda datata 8 aprile, dalle quali sono passati ben più dei trenta giorni previsti per una risposta. La richiesta dei commercianti sottolinea i vari passaggi della lunga vicenda, tra intestazioni varie del cane e assegnazioni poi ritirate, ma il senso è quello già più volte ribadito: la volontà di prendersi cura di Garibaldi nella sua piazza; autorizzazione che può dare solo il sindaco, essendo Garibaldi un cane di quartiere.
Su questo punto torna anche un altro documento presentato lo stesso giorno al Comune, ovvero il commento del gruppo di minoranza Progetto Ozieri alla risposta data all’interrogazione sul tema presentata in consiglio. Una risposta che per Progetto Ozieri è «evasiva». Il gruppo di opposizione sottolinea la mancata esibizione da parte del sindaco della mole di documentazione che ha più volte citato in difesa della posizione del Comune, e in particolare sul riconoscimento. E obietta inoltre sulla validità dell’iscrizione del cane a nome di un consigliere comunale. «Dove sono - dice Progetto Ozieri - gli atti attraverso i quali al consigliere è stato intestato il cane? E perché allora non intestare il cane ad un altro consigliere scelto dal consiglio intero?». Tante cose non tornano, per l’opposizione, ma quello che preme ribadire è che dal momento che il Comune ha riconosciuto Garibaldi come cane di quartiere non si capisce perché ora voglia ritornare su questa decisione. «Le domandiamo in base a quale norma lei abbia potuto emettere un avviso pubblico per l’adozione del cane quando è in possesso della relazione di un veterinario comportamentalista e del nulla osta dell’Ats Sardegna alla reimmissione del cane in ambiente - dicono dalla minoranza - e soprattutto chiediamo di vedere gli atti di queste presunte denunce sul suo cattivo comportamento, che altrimenti restano solamente chiacchiere da bar».
Barbara Mastino
Su questo punto torna anche un altro documento presentato lo stesso giorno al Comune, ovvero il commento del gruppo di minoranza Progetto Ozieri alla risposta data all’interrogazione sul tema presentata in consiglio. Una risposta che per Progetto Ozieri è «evasiva». Il gruppo di opposizione sottolinea la mancata esibizione da parte del sindaco della mole di documentazione che ha più volte citato in difesa della posizione del Comune, e in particolare sul riconoscimento. E obietta inoltre sulla validità dell’iscrizione del cane a nome di un consigliere comunale. «Dove sono - dice Progetto Ozieri - gli atti attraverso i quali al consigliere è stato intestato il cane? E perché allora non intestare il cane ad un altro consigliere scelto dal consiglio intero?». Tante cose non tornano, per l’opposizione, ma quello che preme ribadire è che dal momento che il Comune ha riconosciuto Garibaldi come cane di quartiere non si capisce perché ora voglia ritornare su questa decisione. «Le domandiamo in base a quale norma lei abbia potuto emettere un avviso pubblico per l’adozione del cane quando è in possesso della relazione di un veterinario comportamentalista e del nulla osta dell’Ats Sardegna alla reimmissione del cane in ambiente - dicono dalla minoranza - e soprattutto chiediamo di vedere gli atti di queste presunte denunce sul suo cattivo comportamento, che altrimenti restano solamente chiacchiere da bar».
Barbara Mastino
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