«Basta morti sul lavoro» Oggi i sindacati in piazza

Mobilitazione in città con un presidio di Cgil, Cisl e Uil davanti alla Prefettura «Dobbiamo tenere sempre alta l’attenzione su salute, sicurezza e prevenzione»

SASSARI. Anche Sassari si ferma oggi per dire basta alle morti sul lavoro. L’iniziativa prevede un presidio unitario di Cgil, Cisl, Uil, davanti alla Prefettura e sarà in contemporanea in tutta Italia per riportare l’attenzione sulla drammatica situazione degli infortuni sul lavoro, per mettere al centro non solo salute e sicurezza, ma anche la garanzia del lavoro a partire dalle grandi crisi aperte, proprio per sostenere la riforma degli ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti.

«Si tratta di una mobilitazione nazionale – sottolineano i sindacati – finalizzata a tenere alta l’attenzione sulla salute e la sicurezza sul lavoro, che deve essere affrontata con decisione perché costituisce un passaggio fondamentale sia per denunciare i troppi morti ed i troppi incidenti sui luoghi di lavoro, sia per rivendicare un patto per la salute e la sicurezza sul lavoro, sia per la ripartenza della nostra economia, una lunga campagna di sensibilizzazione e di lotta contro le morti sul lavoro per chiedere a tutti i livelli istituzionali di costruire politiche vere e condivise affinché si azzerino le morti sul lavoro».

Cgil, Cisl e Uil chiedono un cambio culturale: «La sicurezza come diritto fondamentale e non costo, il rispetto della salute e della vita delle persone prima del profitto. Per fare questo è importante investire nella formazione, anche per i datori di lavoro che intendono avviare un’attività, prevedere lo studio della sicurezza sui luoghi di lavoro fin dalla scuola, migliorare il servizio ispettivo, integrando le banche dati, sviluppando i servizi di prevenzione, adeguando dotazioni e organici, investendo risorse nei Dipartimenti, negli Spresal, negli Ispettorati del Lavoro, per controlli più serrati ed efficienti e sanzioni per chi non rispetta le norme».

E ancora, costruire un’anagrafe dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per arrivare all’obbiettivo che nessuna azienda sia senza il Rappresentante per la sicurezza».

E per finire, un maggiore coordinamento tra Ispettorato del lavoro, Asl e Inail.

Mediamente in Italia oltre 650mila lavoratori all’anno sono vittime di infortunio sul lavoro. Nel 2020, 1.270 lavoratori hanno perso la vita, un bilancio durissimo influenzato dall’impatto del Covid. Nei primi tre mesi di quest’anno i morti sono stati 180. I lutti che si sono susseguiti a ridosso della festa dei lavoratori hanno riportato all’attenzione un problema che è sempre rimasto sottotraccia, nonostante una legislazione in Italia formalmente rigorosa.

L’emergenza Covid ha sicuramente peggiorato la situazione e complicato i controlli. I giovani sono i più colpiti perché esposti alla precarietà e a una maggiore ricattabilità sul lavoro, mancano di formazione e di cultura della sicurezza sul posto di lavoro.

Per contro, l’aumento dell’età pensionabile rende sempre più a rischio le condizioni di lavoro di chi non è più in grado di sostenere ritmi negli ambienti faticosi, con la conseguenza che aumenta il rischio all’esposizione ad infortuni. (r.cro.)

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